La mia bambina


La mia bambina con la palla in mano,
con gli occhi grandi colore del cielo,
e dell’estiva vesticciola: “Babbo
– mi disse – voglio uscire oggi con te”.
Ed io pensavo: Di tante parvenze
che s’ammirano al mondo, io ben so a quali
posso la mia bambina assomigliare.
Certo alla schiuma, alla marina schiuma
che sull’onde biancheggia, a quella scia
ch’esce azzurra dai tetti e il vento sperde;
anche alle nubi, insensibili nubi
che si fanno e disfanno in chiaro cielo;
e ad altre cose leggere e vaganti.
Umberto Saba

 

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dipinto : Pierre Auguste Renoir@

 

 

La fine del mondo e il paese delle meraviglie.


Esiste anche questo al mondo, la tristezza di non poter piangere a calde lacrime. È una di quelle cose che non si può spiegare a nessuno, e anche se si potesse, nessuno capirebbe. È una tristezza che non può prendere forma, si accumula quietamente nel
cuore come la neve in una notte senza vento.
Haruki Murakami 

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Frida Kahlo


Ho smesso di contare le volte in cui, arrivata alla seconda riga, ho cancellato e riscritto tutto nuovamente. Cercavo un inizio ad effetto, qualcosa di poetico e vero allo stesso tempo, qualcosa di grandioso, ma agli occhi. Non ci sono riuscita. Poi ho capito, ricordando ciò che non avevo mai saputo: che per i grandi cuori che muoiono nel corpo ma che continuano a battere nel respiro della notte, non ci sono canoni o bellezze regolari, armonie esteriori, ma tuoni e temporali devastanti che portano ad illuminare un fiore, nascosto, di struggente bellezza.

 

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La fine e l’inizio@ 16 maggio 1973


Una delle tante date
Che non mi dicono più nulla.

Dove sono andata quel giorno,
che cosa ho fatto – non lo so.

Se lì vicino fosse stato commesso un delitto
– non avrei un alibi.

Il sole sfolgorò e si spense
Senza che ci facessi caso.
La terra ruotò
E non ne presi nota.

Mi sarebbe più lieve pensare
Di essere morta per poco,
piuttosto che ammettere di non ricordare nulla
benché sia vissuta senza interruzioni.

Non ero un fantasma, dopotutto,
respiravo, mangiavo,
si sentiva
il rumore dei miei passi,
e le impronte delle mie dita
dovevano restare sulle maniglie.

Lo specchio rifletteva la mia immagine.
Indossavo qualcosa d’un qualche colore.
Certamente più d’uno mi vide,

Forse quel giorno
Trovai una cosa andata perduta.
Forse ne persi una trovata poi.

Ero colma di emozioni e impressioni.
Adesso tutto questo è come
Tanti puntini tra parentesi.

Dove mi ero rintanata,
dove mi ero cacciata –
niente male come scherzetto
perdermi di vista così.

Scuoto la mia memoria –
Forse tra i suoi rami qualcosa
Addormentato da anni
Si leverà con un frullo.

Wislawa Szymborska 1923 – 2012

 

 

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Ringraziamento.


Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.

Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come un orologio solare,
capisco
ciò che l’amore non capisce,
perdono
ciò che l’amore non perdonerebbe mai.

Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.

E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che si trovano in ogni atlante.

E’ merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perchè mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

“Non devo loro nulla” –
direbbe l’amore
su questa questione aperta.
Wisława Szymborska

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Gli esseri felici.


E’ inutile dire che non torneremo, perchè si torna quasi sempre nei posti dove abbiamo promesso di non tornare, allo stesso modo in cui è raro che smettiamo di vedere una persona perchè un giorno ce lo siamo giurato. Formuliamo risoluzioni tanto categoriche solo quando abbiamo paura di non rispettarle. Se non ci fosse questo pericolo non le diremmo, non le penseremmo, non avrebbe senso.

Marcos Giralt Torrente

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You will wonder what is better@


You will wonder what is better
but man trust me it doesn’t matter
whether you wander looking for an answer
if you will, found it, follow it everywhere
there’s no answer there’s no choice
since there’s no question but the one to avoid
there’s just a thing to jam in joy
to jump and trump, evade the noy
gather togheter girls and boys
what god gave us are no more than toys
it’s toy a three it’s a toy all you need
it’s a toy the knife which make you bleed.

Roberto Grasso

 

Ti chiederai cosa sia meglio
ma uomo, fidati, non importa
se tu vagabondi cercando una risposta
se tu, trovatala, la seguirai ovunque
non esiste risposta nè scelta
dal momento che non c’è domanda se non quella da evitare
c’è solo una cosa: riunirsi nella gioia
saltare e suonare la tromba, evadere la noia
riunitevi insieme ragazze e ragazzi
ciò che dio ci ha dato non sono altro che giocatoli
è giocattolo l’albero, è giocattolo tutto ciò che t’è necessario
è una burla se un coltello ti fa sanguinare
Roberto Grasso