Chiedete…


Un amante… beh… chiedete alle camere d’albergo…ai vicoli fuori mano…ai portieri di notte…ai treni o ai taxi presi per raggiungere un luogo dimenticato da Dio.

Chiedete ai letti sfatti…alle donne addette alle pulizie che trovano i preservativi usati.

Chiedete a chi nei corridoi ha sentito ridere.

A chi ha visto le lacrime degli addii o degli arrivederci.

Chiedete ai cigolii delle molle del letto o a quel ristorantino dove si è fatta la follia di andare una volta a cena o a pranzo fuori per gioco.

Chiedete agli ascensori in cui qualcuno si è specchiato per controllare se tutto fosse in ordine per l’appuntamento.

Chiedete ai muri di alcune case che hanno visto uomini e donne piangere e sentirsi in colpa.

Chiedete ai “Dio mio… che sto facendo?”

per poi capire che si aveva solo bisogno di sentirsi vivi e di sognare e di vibrare.

Chiedete alle valigie fatte e disfatte.

Alle scrivanie degli uffici.

Agli orologi che in quegli incontri avevano il tempo contato.

Chiedete.

Chiedete degli amanti che era solo sesso e piacere e di quelli che poi si è provata quella scintilla in più.

Chiedete quanto amore serve ed è esistito o esiste in quella scintilla.

Oppure quanto piacere ed eroticità negli incontri di soli corpi.

Chiedete cosa sia un amante a chi lo è stato in un modo o nell’altro.

Chiedete a chi forse non stirava camicie e non poteva preparare la cena ma era più presente di un marito o una moglie.

Chiedete ai telefoni e alle chiamate di nascosto.

Chiedete al Natale o ai giorni di compleanno non vissuti.

Chiedete alla pazienza.

Chiedete ai sorrisi stampati sul volto e alla semplicità di momenti rubati alla realtà.

Cosa è un amante…?

Ecco è qualcuno che seppur costretto al silenzio spesso oltre al sesso prova a costruire un paio di ali all’altro per farlo volare…ancora…

WEB

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Sempre d’amore si tratta


«La solitudine mi ha insegnato ad amare, a voler bene. Qualcuno mi dirà: “Ad amare si impara in due”, ma non è mica detto. Io quale sia il valore da dare alle persone l’ho capito così, con un posto vuoto accanto.»

Susanna Casciani

i miei anni


Tutti i miei anni identici li lascio

in fila nei cortili e sui balconi

come i giocattoli che a fine pomeriggio

rimangono per prendersi la notte,

e passano i mattini ad asciugare

e perdono colore a poco a poco

Ogni volta che mi fermo faccio casa

in ogni casa faccio i miei cortili

di roba abbandonata che rimane.

Ma forse si può vivere soltanto

in queste due nature senza pace

chi in ogni cosa abita e chi passa

da sempre, chi fa il vento e chi fa il muro.

Isabella Leardini

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lettera d’addio


Ti amo come si amano certe cose oscure, segretamente, tra l’ombra e l’anima (Pablo Neruda)».

“È così che è iniziata la mia storia con Marielle, in segreto, anche per noi. Al punto da non riuscire a identificare cosa fosse quel sentimento senza nome che ci guidava. Per anni non abbiamo potuto vivere la nostra vita in libertà. Temevamo i pregiudizi sociali, temevamo la reazione dei nostri amici e delle nostre famiglie, temevamo soprattutto la nostra paura. Potevano due donne, nate nelle favelas, vivere insieme? C’erano molte ragioni per restare lontane e solo una ci ha spinte avanti: l’amore. Non potevamo vivere separate l’una dall’altra. Abbiamo affittato un piccolo appartamento nei dintorni di Maré, con i pochi soldi di cui disponevamo. Avevamo solo un divano letto e un armadio ma era abbastanza per noi perché era il nostro spazio, il nostro rifugio. Dopo forti e lunghe pressioni sociali io e Marielle ci siamo lasciate e riprese tante volte. Così per tredici anni. Gli ostacoli tra noi erano tanti. Combattevamo per le stesse cause, avevamo gli stessi sogni e le stesse speranze di un mondo migliore. Avevamo la stesse origine, nate e cresciute entrambe nel Maré. Anni dopo abbiamo scoperto che i nostri genitori erano amici. Erano segnati i nostri destini, già dal giorno della nascita, come canta l’artista brasiliano Cazuza? Esagerato! Proprio com’era il nostro amore. Secondo l’astrologia acquario e leone sono segni complementari. Lei era leone, io sono acquario. Le stelle hanno ragione, eravamo complementari. Lei era fuoco e io aria: insieme eravamo un fuoco incontrollabile, allineato su tutto, intenso, singolare e completo. Quando alla fine abbiamo realizzato il nostro sogno di vivere insieme la mia vita è diventata caotica: lei era molto disorganizzata mentre io sono metodica e seguo la mia agenda di lavoro. Lei mi ha insegnato a rallentare un po’ e io ho aiutato lei a vivere meglio nel suo caos. A casa era dolce e tranquilla, mi permetteva di prendermi cura di lei. La donna più forte che abbia mai conosciuto. Ogni giorno affrontava il mondo a viso aperto stringendo le mani di tutti. Non importava quando dure fossero le sue giornate, tornava sempre a casa con un sorriso splendido. Lo faceva per me. Io l’aspettavo alla porta. Ci baciavamo e abbracciavamo come se fosse sempre il primo appuntamento. Mi diceva: «È bello tornare e trovarti qui». Non era un’abitudine, ci mancavamo davvero ogni giorno. Ogni mattina salutarci e separarci era difficile. Un bacio non era mai abbastanza. Lei arrivava alla porta, poi tornava indietro, ci baciavamo ancora due, tre volte, poi lei usciva. Dirci arrivederci non è mai stato semplice. Non lo è nemmeno adesso.”

«Così ti amo perché non so amare altrimenti che così, in questo modo in cui non sono e non sei, così vicino che la tua mano sul mio petto è mia, così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno (Pablo Neruda)».

(Marielle Franco è stata uccisa in Brasile. La sua storia e il suo impegno sono una memoria preziosa da custodire. La lettera d’addio della sua compagna è poesia.

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I papaveri sussurrano al tramonto


Quest’anno il mio pensiero va agli amori imperfetti. A quelli senza rose rosse ma con le primavere nascoste dentro. Agli amori sbagliati che la vita corregge ogni giorno con la penna rossa. Agli amori troppo lontani che insistono a raggiungersi. A quelli impossibili che moriranno piccoli, aspri e acerbi. Agli amori assaggiati una volta soltanto e desiderati per sempre. A quelli nascosti che il segreto protegge e difende. Agli amori partiti male e mai arrivati da nessuna parte. A quelli tormentati, insultati, diversi. Agli amori strappati e a quelli che si lasciano rubare.

A quelli sognati o soltanto vissuti male. Agli amori difficili che all’improvviso non si sanno più spiegare. A quelli che bruciano forte ma senza fare mai calore. Agli amori sopravvissuti che insegnano a sperare. A quelli abbandonati e sussurrati in riva al mare.

 Wanda Lamonica

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