“Sulla strada”


Le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d’artificio.

J. Kerouc*

 

 

 

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E L’ECO RISPOSE.


Non le dico tutta la verità. La racconto a malapena a me stessa. Cioè che ho paura di essere libera, nonostante lo desideri spesso. Paura di ciò che mi succederà, di quello che farò di me stessa quando Baba non ci sarà più. Per tutta la vita sono vissuta come un pesce in un acquario, dentro la frontiera rassicurante di una vasca di vetro, dietro una barriera tanto impenetrabile quanto trasparente. Sono libera di osservare il mondo che balugina all’esterno e di immaginare di farne parte, se mi fa piacere. Ma da sempre vivo come una reclusa, accerchiata dai rigidi, inflessibili confini dell’esistenza che mio padre ha costruito per me, dapprima coscientemente, quando ero una ragazza, e poi involontariamente ora che si va spegnendo di giorno in giorno. Penso di essermi abituata alla vasca di vetro e sono terrorizzata all’idea che, quando si romperà, quando sarò sola, precipiterò nell’ignoto che mi si spalancherà davanti, impotente, sperduta, annaspando nel tentativo di respirare.

Khaled Hosseini

 

 

 

 

Mine Vaganti@


Ho passato con lui tutta la vita, stava con me anche quando non c’era. Nella mia testa io dormivo con lui e con lui mi svegliavo la mattina. Tutti questi anni non ho mai cessato di amarlo, è stata una cosa bella ma insopportabile. Gli amori impossibili non finiscono mai, sono quelli che durano per sempre.

F. Ozpetek*

 

 

 

 

 F. Ozpetek 

“Na vorta”


‘Na vorta a Roma mia

se campava co’ du’ spicci.
Se cantava in ogni via
pe’ da’ sfogo a li capricci.

‘Na vorta a ‘sta città
nun mancava mai er fiato.
Je serviva pe’ canta’ 
storie e amori der passato.

‘Na vorta in fondo ar còre
de poeti e borgatari
c’era er tipico rumore
dei quartieri popolari.

‘Na vorta, io ve dico,
nella nostra cittadina, 
er quartiere t’era amico
da Testaccio a Tiburtina.

‘Na vorta c’era gente
co’ la polvere su ‘e dita
e piagneva soridente
sempre in lotta co’ la vita.

‘Na vorta, tempo addietro,
questa società romana
era chiara come vetro,
forte come tramontana.

‘Na vorta, tempo fa,
Arvaro Amici e Gabriella
te facevano casca’
tra le braccia de ‘na stella.

‘Na vorta a Roma mia
je bastava solo er sole
pe’ esse piena de poesia,
senza tutte ‘ste parole.

Inumi Laconico*

 

“Persuasione”


Di certo non esistono rapporti tra il dolore dell’anima e la mole fisica. Chi ha una corporatura robusta ha lo stesso diritto i soffrire di chi possiede le membra più graziose del mondo. Ma, piaccia o non piaccia, vi sono strane e disdicevoli associazione che la ragione difenderà invano- che il gusto non può tollerare- e che sono bersagli per il senso del ridicolo

Jane Austen*