Finire.


Fondamentalmente è vero, io non so far finire le cose. Fosse per me non finirebbe mai niente, ed è tremendo perché ci sono storie, abitudini, modi di vivere che necessitano di essere interrotti…
Susanna Casciani

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“Il Terzo tempo”


In fondo nella terza parte della vita ti trovi in una condizione dannatamente simile a quella dell’adolescenza. Hai molto tempo per te. Hai paura della solitudine, hai paura del tuo corpo che sta cambiando. Ti senti sola, ti senti unica. E hai bisogno di fare rumore. Ti senti forte per tutto quello che credi di aver capito, ti senti debole perché non sai come affrontare il futuro. Diventare grande, diventare vecchia. Sono appuntamenti impegnativi. Hai bisogno dell’approvazione degli altri quando sei molto giovane perché devi costruirti una corazza difensiva, una specie di armatura tessuta di lodi per poterti accettare, per lusingarti di essere te stessa. Ne hai bisogno anche quando stai entrando nella terza età. Devi imparare a contare su quello che sei, devi uscire dal dimorfismo, smettere di sentirti sempre troppo grassa o troppo magra, troppo pallida o troppo scura, troppo riccia o troppo liscia. E sempre…..sempre terribilmente inadeguata.
Lidia Ravera 

 

Diario I


La notte scorsa parlavamo dell’eliminazione dell’inessenziale che viene operata nella letteratura, eliminazione grazie alla quale ci viene data una “dose” concentrata di vita. Quasi indignata ho detto: “È proprio questo il pericolo della letteratura, ti prepara a vivere, ma ti condanna anche alla delusione, perché intensifica l’idea della vita, tralasciando i momenti monotoni o stagnanti. […]”
La letteratura è un’esagerazione, una drammatizzazione, e tutti quelli che se ne nutrono (come facevo io), corrono il grande rischio di voler approssimare un ritmo impossibile, di cercare di vivere all’altezza delle scene di Dostoevskij ogni giorno.

— Anaïs Nin

Avevo immaginato tutto


Avevo immaginato tutto, con troppa chiarezza.
Avevo immaginato te e me, qui, in questa stanza, in questa casa.
Avevo immaginato tutto, con tanta precisione fino ai minimi particolari. E quando si vedono le cose future con tanta chiarezza, come se già stessero succedendo, allora è segno che non devono succedere mai. Perché son già successe, in un certo senso, nella nostra testa, e non è più consentito di provarle davvero.”
Natalia Ginzburg

Nessun fantasma


Non voglio far dissolvere nessuno  dei miei fantasmi personali.
Voglio cominciare a conoscerli bene, intimamente.
Adoro sentirmi in mondi per niente familiari, disorientata, spaesata.
Non sono come la maggior parte delle persone, frammentate in migliaia di pezzetti.
Sono un insieme, un oceano di sensazioni, scintillii, seta, pelle, occhi, bocche, desiderio.

Anaïs Nin

sono..


Sono la bambina di un tempo e l’adulta di oggi. Sono tutte le mie buone qualità e i miei difetti. Sono coraggiosa ma spaventata, sana ma danneggiata, forte ma disperata. Sono tutte le cose che ho ammesso e quelle che ho negato. La persona che sono in questo momento è il prodotto di tutto ciò che sono stata; verità e menzogna e tutto quello che c’è in mezzo.

Maria Goodin
un-monsieur:
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