Dal troppo amore


Dal troppo amore per la vita,
Sciolti da paure e speranze,
Pensiamo accorati a quanto
Gli dei già sanno,
Che nessuna vita è per sempre;
Che nessun uomo risorge;
Che anche il fiume più ampio
I venti sospingono al mare.

Algernon Swinburne

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Il vizio dell’agnello


Il giorno dopo è sempre così. Il giorno dopo qualsiasi cosa. Un anno bisestile, una passione non corrisposta, una sbornia di liquore dolce. Non riesci ad abituarti all’idea di essere già al giorno dopo. Ti ritrovi nel tuo primo pomeriggio del tuo primo di gennaio a metà novembre e ti accorgi di essere stonato, perchè fuori tempo. Per gli altri è un giorno come un altro. Per te, è un giorno come te. Sei in ritardo. Non sei ancora uscito da ieri ed è già domani, anche se gli altri lo chiamano oggi.”

Andrea G. Pinketts ( Andrea Giovanni Pinchetti)

I cieli sono uguali


I cieli sono uguali.
Azzurri, grigi, neri,
si ripetono sopra
l’arancio o la pietra:
guardarli ci avvicina.
Annullano le stelle,
tanto sono lontane
le distanze del mondo.
Se noi vogliamo unirci,
non guardare mai avanti:
tutto pieno di abissi,
di date e di leghe.
Abbandonati e galleggia
sopra il mare o sull’erba,
immobile, il viso al cielo.
Ti sentirai calare
lenta, verso l’alto,
nella vita dell’aria.
E ci incontreremo
oltre le differenze
invincibili, sabbie,
rocce, anni, ormai soli,
nuotatori celesti,
naufraghi dei cieli.
Pedro Salinas

pleiadian-starseed:Food For The Soul: Astral/Spiritual/Nature Blog

Los cielos son iguales

Los cielos son iguales.
Azules, grises, negros,
se repiten encima
del naranjo o la piedra:
nos acerca mirarlos.
Las estrellas suprimen,
de lejanas que son,
las distancias del mundo.
Si queremos juntarnos,
nunca mires delante:
todo lleno de abismos,
de fechas y de leguas.
Déjate bien flotar
sobre el mar o la hierba,
inmóvil, cara al cielo.
Te sentirás hundir
despacio, hacia lo alto,
en la vida del aire.
Y nos encontraremos
sobre las diferencias
invencibles, arenas,
rocas, años, ya solos,
nadadores celestes,
náufragos de los cielos.

Pedro Salinas

Cara donna.


Cara donna, a volte ti capiterà di essere troppo donna, troppo intelligente, troppo bella, troppo forte, sempre troppo qualcosa.
Questo fa sentire un uomo meno uomo e tu comincerai ad avvertire il bisogno di essere meno donna. L’errore più grande che puoi fare è togliere i gioielli dalla tua corona perché un uomo la possa reggere con più facilità.
Quando ciò accade, bisogna che tu capisca che quello che ti serve non è una corona più piccola, ma un uomo dalle mani più grandi.

Michael Reid

Il savoir-vivre cosmico


Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
Ho passato tutto il giorno senza fare domande,senza stupirmi di niente.
Ho svolto attività quotidiane, come se ciò fosse tutto il dovuto.
Inspirazione, espirazione, un passo dopo l’altro, incombenze, ma senza un pensiero che andasse più in là dell’uscire di casa e del tornarmene a casa.
Il mondo avrebbe potuto essere preso per un mondo folle, e io l’ho preso solo per uso ordinario.
Nessun come e perché e da dove è saltato fuori uno così e a che gli servono tanti dettagli in movimento.
Ero come un chiodo piantato troppo in superficie nel muro (e qui un paragone che mi è mancato). Uno dopo l’altro avvenivano cambiamenti perfino nell’ambito ristretto d’un batter d’occhio.
Su un tavolo più giovane da una mano d’un giorno più giovane il pane di ieri era tagliato diversamente.
Le nuvole erano come non mai e la pioggia era come non mai, poiché dopotutto cadeva con gocce diverse.
La terra girava intorno al proprio asse, ma già in uno spazio lasciato per sempre.
E’ durato 24 ore buone. 1440 minuti di occasioni. 86.400 secondi in visione.
Il savoir-vivre cosmico, benché taccia sul nostro conto, tuttavia esige qualcosa da noi:
un po’ di attenzione, qualche frase di Pascal e una partecipazione stupita a questo gioco
con regole ignote.

Wislawa Szymborska.

Ale e Gio, una semplice storia d’amore


Questa è una storia. Una storia vera. Una storia d’amore. Inizia con una fine, la fine di un matrimonio tra un uomo e una donna. Maria (nome di fantasia) lascia Giovanni, portandosi via la loro bambina. Giovanni impazzisce dal dolore, si chiude in se stesso, vive parecchi mesi in un cupo isolamento, divorato dai sensi di colpa per il matrimonio finito e dalla costante paura di perdere l’affetto di sua figlia, che non può più vedere.Giovanni fa il meccanico, aggiustare macchine è il suo mestiere, ed è un mestiere che gli riesce parecchio bene. Magari potesse aggiustare le cose con la stessa facilità anche con la sua oramai ex-moglie, ma non è bravo coi sentimenti tanto quanto lo è coi motori.Non è felice Giovanni, il cuore spaccato in due come un melone. La sua vita sembra destinata ad esaurirsi dentro le mura della sua officina, il lavoro è l’unica cosa che dà un senso alla sua vita. Poi un giorno arriva Alessandro, ha un problema alla macchina. Iniziano a chiacchierare, si fumano una sigaretta insieme. Vanno avanti a lungo, Giovanni gli racconta della sua situazione familiare, apre il suo cuore, sente di potersi fidare di questo ragazzo che conosce appena che però gli ispira una gran fiducia. Alessandro ci sa fare con le parole, sa trovare quelle giuste.I due diventano amici, iniziano a frequentarsi. E da quel giorno non si lasciano più. Sono felici, si amano, ma vivono la loro storia con discrezione, non si concedono mai nulla in pubblico. Mai una carezza o un bacio. Perché purtroppo siamo in Italia, in un piccolo paese dell’industrioso Nord, si possono prevedere facilmente le dinamiche che un amore alla luce del sole come questo provocherebbe. La discrezione però non serve, nel quartiere hanno capito tutti. E tutti li rispettano.Poi un giorno Giovanni fa quello che fa sempre, dopo aver riparato un veicolo: va a provarlo. Quella mattina è una moto, ma qualcosa va storto, ne perde il controllo e fa un terribile incidente. Arriva l’ambulanza, lo portano d’urgenza al Pronto Soccorso. Alessandro corre, ma non è un parente, non gli dicono come sta. Poi la tragedia viene annunciata: Giovanni ha perso l’uso delle gambe, passerà il resto della sua vita su una sedia a rotelle. I medici non hanno potuto “aggiustarlo” come lui avrebbe fatto con la moto, troppo grave l’incidente, troppo profondi i danni alla colonna vertebrale.Alessandro non ha alcun legame con Giovanni, per la legge italiana è un perfetto Signor Nessuno. Non ha i diritti ma nemmeno i doveri sanciti dal Codice Civile. Ma come se quella mattina di cinque anni prima avesse pronunciato la famosa formula tanto cara alle gerarchie ecclesiastiche “in salute e malattia, nella buona e nella cattiva sorte”, lui Giovanni non lo lascia. Anche se è dimezzato. Anzi, il suo amore raddoppia. Perché Alessandro ama Giovanni ed è questo quello che importa.Da quel giorno Alessandro lavora 12 ore al giorno per mantenere anche Giovanni, che non può più contribuire al bilancio familiare. Sono una famiglia, stanno insieme per amore da 12 anni. E’ una forma diversa da quella “tradizionale”, ma ha davvero importanza? Se è vero che l’Amore ci avvicina a Dio, come sostengono certe gerarchie ecclesiastiche, ha importanza la forma che prende e tra chi si sviluppa? No.Perché la tradizione, come insegnano gli antropologi, è una semplice attività che viene introiettata dalle classi dominanti per legittimare se stesse. Ciò che è “tradizionale” è per definizione anche “naturale”. In tutte le società il “naturale” non definisce un dato di fatto, ma è il prodotto di un’elaborazione culturale:ogni società definisce cosa sia naturale o meno. Questo processo, è bene ricordarlo a chi va al Family Day, si chiama culturalizzazione della natura: dalla distinzione giovinezza/vecchiaia a quella mascolinità/femminilità, dal corpo umano alla valenza simbolica dei colori, fino ai tratti da selezionare per le metafore, tutto è frutto di un’elaborazione culturale.Il passaggio successivo di ogni società è occultare questo processo, “naturalizzando”la cultura. Ciò che è naturale assume un carattere normativo e prescrittivo, cioè, per farla breve, in base a quello vengono modulati i concetti di giusto e sbagliato. Per la “tradizione”, elaborazione culturale delle classi dominanti, Alessandro e Giovanni sono sbagliati. Mentre chi si sposa ma tradisce la moglie, poi abbandona lei e i figli, anche se ha giurato “davanti a Dio” di esserle fedele sempre, di amarla e di onorarla, lui invece è “normale”.Ebbene, sapete che vi dico? Meglio una vita da diverso come Alessandro e Giovanni che un solo giorno come quelle persone cariche di odio, “normalità” e “tradizione” che ieri hanno affollato la piazza del Family Day. Perché l’Amore, quello vero, è semplice e senza aggettivi ed io non sono nessuno per giudicare quello altrui, anzi.

Io, ho solo da imparare   da Alessandro e Giovanni,

Pierpaolo Farina in Diritti, Il Rompiballe 21 giugno 2015.

Ale e Gio, una semplice storia d’amore