La terra ha tremato sulle nuvole dei sogni
il cielo ha taciuto le ombre dei ricordi.
S. Canepa

 

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Pensò alle cose, sognò le cose


Visse una scenografia di libri abbandonati,
un televisore acceso dopo il programma
e sigarette non terminate.
Si sforzava di guardare in faccia le cose:  le crepe dell’asfalto o le piante di un acquario.
Pensò alle cose, sognò le cose,  visse circondato da cose senza spiegazione.  Il male e il bene non sembrano distinti dietro  un vetro così nitido.
Ora pensa che il mondo è regolato  secondo evidenti propositi.
E al di là di quelli le cose scolorano senza uno scopo.
Il mondo si arrende in questa maniera e uno sorride
senza comprendere in che cosa consiste la vittoria,
mentre il sole brilla in una bottiglia sui tetti
o ascolta i treni o la pioggia che ritorna a cadere dove era caduta e mescola  funghi, ruggine, umidità, qualche odore
a un paesaggio che tuttavia non finisce di rivelarsi.

Jorge Aulicino

 

Nessun Uomo è Un Uomo Qualunque!


Nessun uomo è un uomo qualunque
la sua valigia può essere piena
di un pigiama portato in galera
di una giacca voltata due volte
libertà e povertà in una sera

Nessun uomo è un uomo qualunque
la sua vita può essere piena
di un dolore che gli brucia il petto
e che gli fa piegare la schiena
di un dolore che noi gli dobbiamo pagare in rispetto.

Nessun uomo è un uomo qualunque
la sua testa può essere piena
del ricordo di un sogno da dire
quei pensieri che non servono a niente
ma si baciano un po’ l’avvenire.

Nessun uomo è un uomo qualunque
la sua vita può essere piena
di un respiro che gli fotte il petto
e gli fa indolenzire la schiena
del silenzio del mondo che compie un delitto perfetto.

Nessun uomo è un uomo qualunque
il suo corpo può essere pieno
di un amore cercato da tanto
di un amore pensato di corsa
di un amore che non perde il treno.

Claudio Lolli

 

“Io penso che doppo il granni sogno di st'Europa unita, avemo fatto tuttoil possibili e l'impossibili per distruggerinni le fondamenta stisse. Avemo mannato a cattafottirisi la storia, la politica, l'economia ‘n comuni. L'unica cosa che forsi restava...

 

 

Agosto


Agosto non è crudele. È feroce. Si presenta come un mese del passato e ti costringe a ricordare. Ferocemente smette di essere tutto ciò che era. Aspettavo agosto tutto l’anno da bambino. La spiaggia, i templi di Paestum, la sensazione che tutto l’anno valesse la pena viverlo per rotolarsi nel bagnasciuga con mio fratello, con i miei cugini. La sensazione che la vita vera fosse agosto. L’attesa dell’agosto più bella dell’agosto persino. Vivere agosto da adulti non vale la pena. Ora agosto è solo un mese di promesse non mantenute, la dimostrazione che la vita ti ha tradito e quello che ti aspettavi non arriva. Come una generazione che credeva di poter vivere meglio dei propri genitori e invece vive peggio, assai peggio. Agosto era il mese dove riuscivi a prendere tutto ciò che di bello concepivi. Ora arriva e raccoglie esattamente le briciole dell’intero anno. Agosto ormai è solo un modo, come direbbe Chaillet, per essere infelici in modo molto romantico.

Roberto Saviano

Risultato immagine per agosto

Perché l’amore non conosce giustizia.


Ci sono famiglie in cui ciascuno dà l’amore di cui è capace, e tuttavia non è abbastanza.
In cui ciascuno condivide per quanto è nelle sue forze, e tuttavia i cuori soffrono la fame.
Senza che ci siano colpe.
Senza che nessuno voglia il male dell’altro.
In cui si aprono ferite che non basta una vita intera per rimarginare.
Il luogo in cui tutto inizia.  L’amore.
Il desiderio di riceverne.  La paura di darne.
Il luogo a cui non sfuggiremo mai.
In cui i cuori sono troppo grandi, o troppo piccoli.
Troppo bisognosi o troppo sazi.
In cui siamo inermi e indifesi come in nessun altro.
Perché l’amore non conosce giustizia.

Jan-Philipp Sendker

 

 

Ti ringrazio mare


Ti ringrazio mare

Mi dispiace mamma, perché la barca è affondata e non sono riuscito a raggiungere l’Europa.
Mi dispiace mamma, perché non riuscirò a saldare i debiti che avevo fatto per pagare il viaggio.
Non ti rattristare se non trovano il mio corpo, cosa potrà mai offrirti,  se non il peso delle spese di rimpatrio e sepoltura?

Mi dispiace mamma,  perché si è scatenata questa guerra ed io, come tanti altri uomini, sono dovuto partire.
Eppure i miei sogni non erano grandi quanto quelli degli altri…
Lo sai, i miei sogni erano grandi quanto le medicine per il tuo colon e le spese per sistemare i tuoi denti…
A proposito… i miei denti sono diventati verdi per le alghe.
Ma nonostante tutto, restano più belli di quelli del dittatore!

Mi dispiace amore mio,  perché sono riuscito a costruirti solo una casa fatta di fantasia:  una bella capanna di legno, come quella che vedevamo nei film… una casa povera,  ma lontana dai barili esplosivi, dalle  discriminazioni religiose e razziali,
dai pregiudizi dei vicini nei nostri confronti…

Mi dispiace fratello mio,  perchè non posso mandarti le 50 euro che avevo promesso di inviarti ogni mese per farti divertire un po’ prima della laurea…
Mi dispiace sorella mia, perché non potrò mandarti il cellulare con l’opzione wi-fi, come quello delle tue amiche ricche…

Mi dispiace casa mia, perché non potrò più appendere il cappotto dietro alla porta.
Mi dispiace, sommozzatori e soccorritori che cercate i naufraghi,  perché io non conosco il nome del mare in cui sono finito.
E voi dell’ufficio rifugiati invece, non preoccupatevi,
perchè io non sarò una croce per voi.

Ti ringrazio mare,  perché ci hai accolto senza visto né passaporto.
Vi ringrazio pesci,  che dividete il mio corpo senza chiedermi di che religione io sia o quale sia la mia affiliazione politica.
Ringrazio i mezzi di comunicazione,  che trasmetteranno la notizia della nostra morte per cinque minuti, ogni ora, per un paio di giorni almeno.
Ringrazio anche voi, diventati tristi al sentire la nostra tragica notizia.
Mi dispiace se sono affondato in mare.

Anonimo siriano

Risultato immagine per naufragio barcone immigrati