Ti Auguro tempo


Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guadarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

 

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Baciarsi sotto il vischio


La consuetudine di baciarsi sotto i rametti del vischio e di appenderne un ramo all’uscio di casa trova gli albori nel Nord Europa, nella mitologia scandinava. Il vischio è una pianta sempreverde che vive tra i rami di altri alberi o sulla loro corteccia, facendo penetrare le proprie radici nel legno dell’albero “ospite” per trarne il nutrimento; i suoi frutti sono bacche che possono assumere colori dal bianco perlaceo al giallo dorato, le sue foglie sono carnose e poste a due a due all’estremità di ogni rametto ed i suoi fiori di color giallo.

Definita “pianta della Luna” dai Celti, il vischio veniva raccolto in prossimità del giorno del solstizio d’inverno, con particolari cerimonie: i rametti venivano tagliati con un falcetto d’oro, raccolti in un panno candido ed indossando esclusivamente vesti bianche.

La sua sacralità derivava dal fatto che il vischio è una pianta “aerea”: nel corso della sua vita non tocca mai il terreno, ma cresce e germoglia sugli alberi. Per questo i Celti gli attribuivano una evidente manifestazione della benedizione degli dei. Il succo di vischio era considerato la bevanda della conoscenza, poiché assorbito attraverso la pianta “ospite”, traeva in sé il beneficio ed il sapere.

Nella mitologia nordica, il vischio è la pianta sacra di Freyja, o Frigg, dea dell’amore e della seduzione, sposa di Odino, dio della guerra e della sapienza. Il loro figlio Balder fu ucciso da una freccia di vischio per ordine del fratello Loki e per mano del dio cieco dell’inverno Hoder; le lacrime della madre Freyja, trasformate in bacche perlacee, ricaddero sul corpo del figlio, riportandolo in vita.

Da quel momento Freyja, colma di felicità cominciò a ringraziare con un bacio chiunque passasse sotto l’albero su cui cresceva un vischio. Da qui l’usanza di scambiarsi un bacio sotto una piantina di vischio come gesto propiziatorio e beneaugurale, portatore di benefici, fortuna e amore.

Le stelle appartenenti alla Cintura di Orione, erano conosciute come il “Filatoio di Frigg”, poichè si credeva fossero mosse dal filatoio della dea.

Tutte le parti del vischio possiedono una considerevole tossicità se ingerite, a causa della presenza di viscumina, una sostanza che provoca l’agglutinazione dei globuli rossi, e di polipeptidi (Vischiotossine). Merli e tordi se ne nutrono e sono immuni alla sua tossicità.

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Buon anno 2013 ♥


La crisi, il clima che cambia, l’inquinamento, le tasse, i maya, l’iphone, quelli che lo comprano, quelli che non hanno i soldi, quelli che ne hanno troppi, quelli che fanno buoni propositi e quelli che ne fanno di cattivi .Questa cazzata di augurare un Buon Anno a tutti. Ma perché? Io lo auguro solo a chi lo merita davvero, un buon anno. A chi è mediocre auguro un anno così così e a tutti gli stronzi, i coglioni, i bugiardi, i falsi, i ladri, i malfattori, i delinquenti e gli invidiosi auguro un anno esattamente uguale a loro: di merda.

Buon anno!

  

Charles Bukowski *


Come può dirvi chiunque, non sono un tipo gradevole: non so nemmeno cosa vuol dire. Ho sempre ammirato i cattivi, i fuorilegge, i figli di puttana. Non mi piacciono gli uomini perfettamente rasati, con la cravatta e un buon lavoro. Mi piacciono gli uomini disperati, con i denti rotti, il cervello a pezzi e una vita che fa schifo. Sono loro che mi interessano. Sono pieni di sorprese. Ho anche un debole per le donnacce, quelle che si ubriacano e bestemmiano, che hanno le calze molli e il trucco sbavato. Mi interessano di più i pervertiti che i santi. Mi rilasso con gli scoppiati perché anche io sono uno scoppiato. Non mi vanno le leggi, la morale, le religioni, le regole. Non mi va di essere plasmato dalla società.

 

Sta per finire quest’anno…..


Sta per finire quest anno…

L’anno vecchio se ne va e mai più ritornerà, io gli ho dato una valigia di capricci e impertinenze, di lezioni fatte male, di bugie e disubbidienze, e gli ho detto “porta via questa è tutta roba mia”. Anno nuovo avanti avanti, ti fan festa tutti quanti, tu la gioia e la salute porta ai cari genitori, ai parenti e agli amici rendi lieti tutti i cuori, d’esser buono ti prometto anno nuovo benedetto.

(Anonimo)

Anno vecchio


Il vecchio anno è ormai sul finire,ha fatto fagotto e sta per partire.
Lo sostituisce un anno bambino,nuovo di zecca e un po’ birichino.
Tante giornate ancora da venire trecentosessanta cinque notti
per poter dormire. Un anno carico 
di letizia o di dolore? Di tristezza, di gioia o di tanto amore?
Lo sapremo solo l’anno venturo. Non si può prevedere cosa cela il futuro.
Ma il nuovo anno è un bimbo piccino, 
con tanta speranza nel suo cuoricino.
 

Non mi dimenticare


Probabilmente non sono stata niente di particolare, per te.
Tipo una commedia d’ amore qualunque, un libro leggero che appena finisce lo dimentichi, un giorno di vacanza in mezzo alle vacanze, un regalo piacevole ma non quello che “oddio, era proprio quello che volevo!”.
Credo di essere stata quella che non si racconta agli amici perché “chissà come va”. Quando ti scrivevo non sussultavi, se ti chiamavo in mezzo a tutto un mondo lontano da me non facevi di tutto per liberarti e rispondere.
Facevi l’ amore volentieri, mi abbracciavi volentieri.
Ma volentieri sa di noia, sa di uno che si accontenta.
Però ti prego, non mi dimenticare.
Per me sei stato come uno di quei film sconosciuti che ti trovi a guardare all’ improvviso una sera qualunque e te ne innamori.
Sei stato come uno di quei libri in cui sottolinei le frasi, fai i “becchi” alle pagine, uno di quei libri che ti fanno dire a tutti “insisto, DEVI leggerlo…ti dico di che parla?”
Sei stato come il primo giorno di vacanza dopo mesi di lavoro, il regalo che avevo sempre desiderato, quello che, quando lo scarti, tutti gli altri sono inutili.
Ho raccontato di te anche alla mia vicina di casa di ottant’ anni, perfino a mia madre.
Sanno di te i miei gatti, il mio cane, gli uccellini del mio giardino.
Anche il muro di camera mia, sa di te.
L’ ho dovuto raccontare a tutti.
Quando mi scrivevi, mentre aprivo il messaggio mi tremava la mano.
Per rispondere a una tua chiamata avrei fatto anche le olimpiadi, credo.
Facevo l’ amore con te perché sennò morivo…capisci la differenza, vero?

Adesso ti scrivo per lasciarti, io non voglio vederti addormentare sotto le illusorie coperte del mio amore. Lo so, sembrava potesse bastare.
Ma non basta.
Io voglio che tu ti innamori.
Ok?
Solo, per favore… Non mi dimenticare.
Fammi gli auguri il prossimo anno, chiedimi come sto, ogni tanto.
Lo sai che sono permalosa.

Susanna Casciani

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