I papaveri sussurrano al tramonto


Quest’anno il mio pensiero va agli amori imperfetti. A quelli senza rose rosse ma con le primavere nascoste dentro. Agli amori sbagliati che la vita corregge ogni giorno con la penna rossa. Agli amori troppo lontani che insistono a raggiungersi. A quelli impossibili che moriranno piccoli, aspri e acerbi. Agli amori assaggiati una volta soltanto e desiderati per sempre. A quelli nascosti che il segreto protegge e difende. Agli amori partiti male e mai arrivati da nessuna parte. A quelli tormentati, insultati, diversi. Agli amori strappati e a quelli che si lasciano rubare.

A quelli sognati o soltanto vissuti male. Agli amori difficili che all’improvviso non si sanno più spiegare. A quelli che bruciano forte ma senza fare mai calore. Agli amori sopravvissuti che insegnano a sperare. A quelli abbandonati e sussurrati in riva al mare.

 Wanda Lamonica

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Sono qui


Sempre questa sensazione di inquietudine
Di attesa d’altro.
Oggi sono le farfalle e domani sarà la tristezza inspiegabile,
la noia o l’ansia sfrenata di rassettare questa o quella stanza,
di cucire, andare qua e là a fare commissioni,
e intanto cerco di tappare l’Universo con un dito,
creare la mia felicità con ingredienti da ricetta di cucina,
succhiandomi le dita di tanto in tanto,
di tanto in tanto sentendo che mai potrò essere sazia,
che sono un barile senza fondo,
sapendo che “non mi adeguerò mai”,
ma cercando assurdamente di adeguarmi
mentre il mio corpo e la mia mente si aprono,
si dilatano come pori infiniti
in cui si annida una donna
che avrebbe voluto essere uccello, mare, stella,
ventre profondo che dà alla luce Universi splendenti stelle nuove…
e continuo a far scoppiare palamitas nel cervello,
bianchi bioccoli di cotone,
raffiche di poesie che mi colpiscono tutto il giorno
e mi fanno desiderare di gonfiarmi come un pallone per contenere
il Mondo, la Natura, per assorbire tutto e stare
ovunque, vivendo mille e una vita differente…

Ma devo ricordarmi che sono qui e che continuerò
ad anelare, ad afferrare frammenti di chiarore,
a cucirmi un vestito di sole,
di luna, il vestito verde color del tempo
con il quale ho sognato di vivere
un giorno su Venere.

 GIOCONDA BELLI

L’amata.


Io credo che la vita ti abbia dato molto; e nello stesso tempo ti abbia offeso in un modo misterioso a te stessa. Per stare veramente in pace con te, bisogna sbranarti e lasciarsi sbranare, fare la guerra e poi riposarsi esausti senza più forze, essendo tu una donna non di serenità e di riposi, ma di tregue e di riconciliazioni. È la cosa che ancora desideri, in fondo a te: una grande riconciliazione, dopo una grande guerra. Il mondo ti può offrire ben poco con le sue miserabili gazzarre; ed è per questo che ti si perdona ogni cosa, in alto loco.

Elsa Morante

 

 

 

 

Nulla mi appartiene


Senza casa ormai
nulla mi appartiene
e anche nei muri
si incollerà la pioggia umida

Letti, armadi, ante aperte
nulla mi appartiene
solo questa finestra che sul passato
prova a guardare il futuro
dove tutto è senza contorni
e c’è il freddo delle cose nuove
dove tutti sono come passeri
che beccano sulla mia aia
il sole che ho lasciato indietro.
Tatiana Andena

“ La rosa inclinada”


Scrivo perché mi salva, perché è l’unica cosa che mi resta, perché fissa un suono, le luci, il finale di un atto d’amore, lo scenario di alcune ore di desiderio. Scrivo perché stanno con me quelli che mai staranno, perché scendo al mare dal tavolo dove appoggio il foglio e giaccio quieto nella memoria di un corpo, e prolungo le voci fino a perdere la nozione del tempo (giorni e anni, stretti in un istante che mi lascia indifeso). Scrivo perché scoprendo il seno di una parola incontro l’illuminazione ultima del bacio, perché pronuncio a me stesso la mia unica verità: quella che poi smentisco con la mia vita. Scrivo perché c’è un pianto intimo che mi purifica quando comincio a tracciare segni sulla carta, perché possiedo le cose nel loro respiro umano e posso tornare dove fui esiliato. Scrivo per essere giovane e alimentare una speranza radicale, per avere quello che non ho e ascoltare quello che mai mi dissero. Scrivo perché mai vi fu illusione più bella.” 

Javier Lostalé.

 

ohhedwig:
“ Happy Weekend.
”

La gaia scienza


Le tempeste sono il mio pericolo: avrò io la mia tempesta che mi farà perire come Oliver Cromwell perì della sua? O mi consumerò come una candela che non è già il vento a spegnere col suo soffio, ma che si è stancata di se stessa e si è saziata di sé una candela che ha finito di ardere? O infine: sarò io a soffiar su me stesso per non .finire di ardere?
Friedrich Nietzsche

 

I miei occhi


Prima mi sono fatta tenerezza, guardandomi allo specchio. Nonostante siano molte notti che dormo bene, ho gli occhi stanchi, affaticati. Ho gli occhi che sembrano dire: “Troppe volte ci ho sperato, troppe volte non è successo”. Poveri i miei occhi… povera me… poveri quelli come me. Per questo una bella dormita non basterà, né un buon collirio, né un’ottima crema. Ci vorrebbe che le cose impossibili diventassero possibili almeno per un giorno. Dopo i miei occhi sarebbero piú belli, io lo so.

Susanna Casciani