“la via al femminile”


SI ARRIVA A MANI VUOTE DA UN UOMO SENZA LA PROPRIA ANIMA…

Le donne spesso commettono l’errore di cercare la loro anima femminile nei posti sbagliati, per esempio in un uomo: un marito, un amante, un compagno fedele, un avventuriero, un poeta, un amico della porta accanto, un ladro, un cavaliere d’onore.

Ma l’anima va cercata dentro di sé. Dagli uomini bisogna andarci con quella, non alla ricerca di quella.

Si arriva a mani vuote da un uomo senza la propria anima femminile. Si arriva fragili, poco protette, vulnerabili ai suoi complimenti e alle sue critiche, dipendenti o in fuga, voraci o anoressiche, ipersensibili o anestetizzate.

Ci sono delle volte in cui, invece, le donne sentono sì un richiamo interiore, ma intanto fissano con uno spillo la relazione con se stesse. L’agganciano da qualche parte, precaria. Basta una strattonata, un movimento brusco, una folata di vento, e cade.

Lo spillo si stacca.
E le punge.

«Ahi» dicono.
«Cosa mi ha punto?» si domandano…

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http://simonaoberhammer.com/261-donne-alla-scoperta-dellanima-femminile-articolo-video/

 

 

 

 
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Non so se è amor che hai, o amor che fingi,


Non so se è amor che hai, o amor che fingi,quello che mi dai. Dammelo. Così mi basta.
Giacché per tempo giovane, non sono,che lo sia almeno per errore.Poco gli dei ci danno, e il poco è falso.
Però, se ce lo danno, sebbene falso, l’offerta è vera.
Accetto.Chiudo gli occhi: è sufficiente.
Cosa voglio di più?
Fernando Pessoa*

 

 

 

“Il miglio verde”


«Non ne posso più del dolore che sento e vedo, capo. Non ne posso più di vivere in strada, solo come un pettirosso sotto la pioggia. Mai un amico da andarci assieme, un amico che mi dice da dove veniamo e dove stiamo andando e perché. Non ne posso più della gente cattiva che si fa del male. Per me è come cocci di vetro piantati nella testa. Non ne posso più di tutte le volte che ho voluto rimediare e non ho potuto. Non ne posso più di stare al buio. Soprattutto è il dolore. Ce n’è troppo. Se potessi smettere di sentirlo, lo farei. Ma non posso.»

S. King*

 

 

Quattro etti d’amore, grazie .


L’incontro fatale della nostra vita, forse, fa proprio così: prima ci riscatta d tutto quello che da bambini non avevamo, non eravamo. Poi, giorno dopo giorno, ci fa venire una nostalgia tremenda di tutto quello che avevamo, che eravamo. E quel riscatto ci appare improvvisamente un attentato.

 

 

– Chiara Gamberale-

 

Samhain@


Samhain è una festa pagana di origine gaelica che si celebra tra il 31 ottobre 1º novembre, questa festività è spesso conosciuta anche come Capodanno celtico Il nome samhain è della lingua irlandese moderna e deriva da una parola irlandese” . Successivamente è diventato anche una festività neopagana che si celebra negli stessi giorni, in particolare nel Celtismo e nella Wicca; secondo la Ruota dell’anno, nell’emisfero australe  Samhain si celebra tra il 30 aprile e il 1 maggio.

Le celebrazioni di Samhain, sia quelle religiose sia quelle folcloristiche, hanno origine da un’antica festività del paganesimo celtico che si suppone abbia influenzato anche la festa popolare di Halloween  la festività cristiana di Ognissanti.

In irlandese moderno Samhain è il nome del mese di novembre.

Wikipedia- web*