Avvertimento


Quando sarò vecchia mi vestirò di viola con un cappello rosso che non si abbina e non mi dona. Sperpererò la pensione in brandy, guanti estivi e sandali in satin, dicendo che non me ne restano per comprare il burro. Mi siederò sul marciapiede quando sarò stanca sgraffignerò campioncini nei negozi e suonerò i campanelli farò rotolare il mio bastone sulle ringhiere dei palazzi mi truccherò per riscattare la sobrietà degli anni verdi. Uscirò in ciabatte nella pioggia raccoglierò fiori nei giardini altrui e imparerò a sputare. Si potrà indossare orribili camicie e ingrassare mangiare tre chili di salsicce in una volta o solo pane e sottaceti per una settimana ammassare penne, matite, sottobicchieri e cianfrusaglie nelle scatole. Purtroppo ora ci tocca vestirci per mantenerci asciutte e pagare l’affitto e non bestemmiare per strada e dare il buon esempio per i figli. Avere amici a cena e leggere i giornali. Ma non posso impratichirmi già un po’ ora? Così chi mi conosce non rimarrà scioccato quando improvvisamente invecchierò, e vestirò di viola”
 Jenny Joseph

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Scappare


Sento il bisogno di allontanarmi dalle spiegazioni continue. Voglio scappare dalla troppa coscienza, dalla troppa consapevolezza. Di notte cerco danze, amicizie, natura, oblio, musica, o sonno.

Anaïs Nin

i miei anni


Tutti i miei anni identici li lascio

in fila nei cortili e sui balconi

come i giocattoli che a fine pomeriggio

rimangono per prendersi la notte,

e passano i mattini ad asciugare

e perdono colore a poco a poco

Ogni volta che mi fermo faccio casa

in ogni casa faccio i miei cortili

di roba abbandonata che rimane.

Ma forse si può vivere soltanto

in queste due nature senza pace

chi in ogni cosa abita e chi passa

da sempre, chi fa il vento e chi fa il muro.

Isabella Leardini

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lettera d’addio


Ti amo come si amano certe cose oscure, segretamente, tra l’ombra e l’anima (Pablo Neruda)».

“È così che è iniziata la mia storia con Marielle, in segreto, anche per noi. Al punto da non riuscire a identificare cosa fosse quel sentimento senza nome che ci guidava. Per anni non abbiamo potuto vivere la nostra vita in libertà. Temevamo i pregiudizi sociali, temevamo la reazione dei nostri amici e delle nostre famiglie, temevamo soprattutto la nostra paura. Potevano due donne, nate nelle favelas, vivere insieme? C’erano molte ragioni per restare lontane e solo una ci ha spinte avanti: l’amore. Non potevamo vivere separate l’una dall’altra. Abbiamo affittato un piccolo appartamento nei dintorni di Maré, con i pochi soldi di cui disponevamo. Avevamo solo un divano letto e un armadio ma era abbastanza per noi perché era il nostro spazio, il nostro rifugio. Dopo forti e lunghe pressioni sociali io e Marielle ci siamo lasciate e riprese tante volte. Così per tredici anni. Gli ostacoli tra noi erano tanti. Combattevamo per le stesse cause, avevamo gli stessi sogni e le stesse speranze di un mondo migliore. Avevamo la stesse origine, nate e cresciute entrambe nel Maré. Anni dopo abbiamo scoperto che i nostri genitori erano amici. Erano segnati i nostri destini, già dal giorno della nascita, come canta l’artista brasiliano Cazuza? Esagerato! Proprio com’era il nostro amore. Secondo l’astrologia acquario e leone sono segni complementari. Lei era leone, io sono acquario. Le stelle hanno ragione, eravamo complementari. Lei era fuoco e io aria: insieme eravamo un fuoco incontrollabile, allineato su tutto, intenso, singolare e completo. Quando alla fine abbiamo realizzato il nostro sogno di vivere insieme la mia vita è diventata caotica: lei era molto disorganizzata mentre io sono metodica e seguo la mia agenda di lavoro. Lei mi ha insegnato a rallentare un po’ e io ho aiutato lei a vivere meglio nel suo caos. A casa era dolce e tranquilla, mi permetteva di prendermi cura di lei. La donna più forte che abbia mai conosciuto. Ogni giorno affrontava il mondo a viso aperto stringendo le mani di tutti. Non importava quando dure fossero le sue giornate, tornava sempre a casa con un sorriso splendido. Lo faceva per me. Io l’aspettavo alla porta. Ci baciavamo e abbracciavamo come se fosse sempre il primo appuntamento. Mi diceva: «È bello tornare e trovarti qui». Non era un’abitudine, ci mancavamo davvero ogni giorno. Ogni mattina salutarci e separarci era difficile. Un bacio non era mai abbastanza. Lei arrivava alla porta, poi tornava indietro, ci baciavamo ancora due, tre volte, poi lei usciva. Dirci arrivederci non è mai stato semplice. Non lo è nemmeno adesso.”

«Così ti amo perché non so amare altrimenti che così, in questo modo in cui non sono e non sei, così vicino che la tua mano sul mio petto è mia, così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno (Pablo Neruda)».

(Marielle Franco è stata uccisa in Brasile. La sua storia e il suo impegno sono una memoria preziosa da custodire. La lettera d’addio della sua compagna è poesia.

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Accetta il consiglio.


Godete del potere e della bellezza della vostra gioventù senza pensarci.

Oppure pensateci (tanto è lo stesso).

Bellezza e gioventù le capirete solo una volta appassite, dicono i saggi.

Ma non vi illudete troppo.

Tra vent’anni guarderete le vostre vecchie foto come dei santini: le adorerete in ginocchio.

Non preoccupatevi del futuro, oppure preoccupatevene, fate voi.

Fate una cosa quando siete spaventati. Cantate.

Il canto è esistenza.

Non siate crudeli oppure siatelo ma solo un pochino.

Non perdete tempo con l’invidia.

Ricordate tutti i complimenti che ricevete.

Scordate gli insulti ma non tutti.

Conservate quello che vi è piaciuto di più.

Non sentitevi in colpa se non sapete cosa fare della vostra vita.

Le persone più interessanti che conosco,

a ventidue anni non sapevano che fare della propria.

Ma anche dopo.

Manlio Sgalambro

I papaveri sussurrano al tramonto


Quest’anno il mio pensiero va agli amori imperfetti. A quelli senza rose rosse ma con le primavere nascoste dentro. Agli amori sbagliati che la vita corregge ogni giorno con la penna rossa. Agli amori troppo lontani che insistono a raggiungersi. A quelli impossibili che moriranno piccoli, aspri e acerbi. Agli amori assaggiati una volta soltanto e desiderati per sempre. A quelli nascosti che il segreto protegge e difende. Agli amori partiti male e mai arrivati da nessuna parte. A quelli tormentati, insultati, diversi. Agli amori strappati e a quelli che si lasciano rubare.

A quelli sognati o soltanto vissuti male. Agli amori difficili che all’improvviso non si sanno più spiegare. A quelli che bruciano forte ma senza fare mai calore. Agli amori sopravvissuti che insegnano a sperare. A quelli abbandonati e sussurrati in riva al mare.

 Wanda Lamonica

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