La commemorazione dei defunti in Sicilia


 la commemorazione dei defunti in Sicilia
La “festa dei morti” in Sicilia è una ricorrenza molto sentita, risalente al X secolo viene celebrata il 2 novembre, per commemorare i defunti. Si narra che anticamente nella notte tra l’1 ed il 2 novembre i defunti visitassero i cari ancora in vita portando ai bambini dei doni. Oggi questi doni vengono acquistati dai genitori e dai parenti nelle tradizionali “fiere”, che si svolgono in molte parti della Sicilia. Qui vi si trovano bancarelle di giocattoli e oggetti vari da donare ai bambini. Questi ultimi vengono poi nascosti in casa e trovati dai bambini, al mattino presto, con una sorta di caccia al tesoro.Oltre a giocattoli di ogni sorta, esiste l’usanza di regalare scarpe nuove talvolta piene di dolcetti, come i particolari biscotti chiamati “crozzi ‘i mottu”, ossa di morto e la frutta secca, biscotti e cioccolatini, la frutta di martorana e i pupi di zucchero, generalmente accompagnati da ‘u cannistru’, un cesto ricolmo di frutta secca, altro che il dolcetto di Halloween. In alcune parti della Sicilia viene preparata la muffoletta, “cunzata” la mattina del 2 Novembre, con olio sale pepe e origano. La giornata prosegue con la visita al cimitero dove riposano i loro defunti più vicini e più cari.

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Serena Santorelli


Non ho mai provato particolare simpatia per chi si affanna nel tentativo di apparire immune da qualunque sbaglio. Per chi sta tutto il giorno lì, a pensare cosa fare o non fare per sembrare virtuosa.  Ma dico, chi se ne frega della tua santità! Io non ho paura di commettere errori. Ho paura, piuttosto, di vivere all’ombra del giudizio degli altri. Schiava del cuore sordo di chi la vita la odora soltanto. Non c’è punizione peggiore per me, che rischiare di diventare anche io come te. Di una sola cosa nella vita voglio essere schiava: delle mie stramaledette emozioni.

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biscotti Halloween


Ingredienti:
200 g di farina
120 g di burro
120 g di zucchero
1 uovo _ 1 tuorlo

Preparazione
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La preparazione è molto semplice: mischiare tutti gli ingredienti insieme e stendere l’impasto.
Con gli stampini a tema Halloween preparare i biscotti e cuocerli a 180° per 20 minuti.
Decorare poi i biscotti con la glassa che si può realizzare o con la crema al burro o con la pasta di zucchero….
BUON DIVERTIMENTO

Samhain


 

Samhain, capodanno celtico, è passaggio, soglia, conclusione e inizio.
E’ conclusa la stagione del verde e inizia la vita del seme, il suo tempo nella terra prima della sua futura vita di pianta.
Samhain è il tempo dell’ultimo raccolto, degli ultimi frutti, i più dolci e ricchi che ci sosterranno nel lungo inverno.
Ed è l’inizio dell’attesa, del tempo interiore della preparazione, del buio. Il tempo in cui i semi dimorano nella terra quieta.
E’ il buio da cui tutto ha inizio, il silenzio da cui sorgerà la prima vibrazione, quel vuoto iniziale che deve essere, perchè possa compiersi la nascita.
Tempo prezioso e necessario. Tempo di riposo e di ascolto silenzioso.
Soglia di questo passaggio, del limitare tra vita, morte e vita, Samhain è porta aperta fra le dimensioni del tempo e delle esistenze.
Custode di questa soglia è Ecate, antica dea che ne detiene le chiavi.
Nella danza della vita, Smahain è per noi il tempo del ritiro, dell’interiorità, l’occasione di andare nelle profondità del nostro essere. Per farlo, abbiamo bisogno di spogliarci di ciò che è esteriore, di lasciar andare quegli attaccamenti e aspetti di noi che non appartengono alla nostra essenza. E’ l’inizio del tempo in cui stiamo con noi stessiper ritrovare il nostro nucleo prima di riaffacciarci di nuovo al mondo.

 

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Giuseppe Tomasi di Lampedusa


In  Sicilia  non importa far male o far bene: il peccato che noi siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di ‘fare’. Siamo vecchi, Chevalley, vecchissimi. Sono venticinque secoli almeno che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà eterogenee, tutte venute da fuori, nessuna germogliata da noi stessi, nessuna a cui noi abbiamo dato il ‘la’; noi siamo dei bianchi quanto lo è lei Chevalley, e quanto la regina d’Inghilterra; eppure da duemilacinquecento anni siamo colonia. Non lo dico per lagnarmi: è colpa nostra. Ma siamo stanchi e svuotati lo stesso.”

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