E’ proibito.


E’ proibito piangere senza imparare, svegliarti la mattina senza sapere che fare.
Avere paura dei tuoi ricordi.

E’ proibito non sorridere dei problemi,non lottare per quello che desideri,e desistere, per paura.
Non cercare di trasformare i tuoi sogni in realtà.

E’ proibito non dimostrare il tuo amore fare pagare agli altri i tuoi malumori.

E’ proibito abbandonare i tuoi amici,non cercare di comprendere coloro che ti stanno accanto,
e chiamarli solo quando ne hai bisogno.

E’ proibito non essere te stesso davanti alla gente fingere davanti alle persone che non ti interessano,essere gentile solo per farti ricordare,
dimenticare tutti coloro che ti amano.

E’ proibito non fare le cose per te stesso,avere paura della vita e dei suoi compromessi,
non vivere ogni giorno come se fosse il tuo ultimo respiro.

E’ proibito sentire la mancanza di qualcuno senza gioire,dimenticare i suoi occhi e il suo sorriso,solo perché le vostre strade hanno smesso di incontrarsi.
Dimenticare il passato e farlo scontare al presente.

E’ proibito non cercare di comprendere le persone,pensare che le loro vite valgono meno della tua,non credere che ciascuno tiene il proprio cammino
nelle proprie mani. 

E’ proibito non creare la tua storia,non trovare neanche un momento per chi ha bisogno di te,non accettare che ciò che la vita ti dona, allo stesso modo te lo può togliere.

E’ proibito non cercare la tua felicità,non vivere la tua vita positivamente,non pensare che possiamo solo migliorare.Non sentire che, senza di te,questo mondo non sarebbe lo stesso.

Pablo Neruda*

 

 

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Undici Minuti .


Quest’anima è stata molto più presente. Non mi diceva nulla, non mi criticava, non provava pena per me: si limitava a osservarmi. Oggi mi sono resa conto del motivo per cui ciò accadeva: da molto tempo, non penso a qualcosa che si chiama “amore”. Sembra che l’amore mi stia rifuggendo, come se non contasse più per me, e non si sentisse il benvenuto. Ma, se non penserò all’amore, non sarò niente.

Paulo Coelho*

 

 

 

 

Il giorno in più


Mi apro una bottiglia di vino anche se sono sola. Non devo discutere, sono indipendente. Difenderei questa condizione con tutte le mie forze, sempre. Eppure a volte anch’io avrei bisogno di un abbraccio. Di arrendermi e perdermi tra le braccia di un uomo. Un abbraccio che mi faccia sentire protetta anche se so proteggermi da sola. Sono in grado di fare le cose di cui ho bisogno, ma a volte vorrei far finta di non esserlo per il piacere di farle fare a qualcun altro per me. È una sensazione, ma non voglio stare con un uomo per questo. Non posso scendere a compromessi e non posso rinunciare a tutto quello che ho, alla mia libertà, per quell’abbraccio, che poi spesso con gli anni, non c’è nemmeno più.

 

Immagine

 

 

Georges Ivanovič Gurdjieff@


L’uomo si identifica con il ruolo che è costretto a vivere: 
padre, figlio, padrone, operaio, impiegato, dirigente, professionista, intellettuale, guru, furbo, tonto, forte, debole, manager, ministro, disoccupato, ecc… per ognuno di questi ruoli esistono comportamenti sociali, abbigliamenti, modi di pensare e di esprimersi cui ciascuno si adegua inconsapevolmente. 
E quindi non siamo mai individui autentici, ma veri e propri imitatori: imitiamo modelli e stereotipi 
prodotti dalla società in cui viviamo. Persino nei comportamenti più intimi recitiamo in realtà dei ruoli precostituiti, che non si limitano soltanto a comportamenti e ad atteggiamenti convenzionali, ma che penetrano anche all’interno delle nostre convinzioni, dei nostri giudizi, della nostra coscienza. Insomma continuiamo a recitare. L’inquinamento della nostra mente è troppo esteso. Bisogna imparare a dire la verità, ma per dire la verità, bisogna essere diventati capaci di conoscere che cos’è la verità e che cos’è la menzogna… soprattutto in se stessi.

 

Gita al faro


Le notti sono ormai piene di vento e di distruzione; gli alberi sono squassati, si piegano e le foglie volano alla rinfusa fino a ricoprire il prato a intasare le fogne, a ostruire le grondaie, a sparpagliarsi sui sentieri fangosi. Anche il mare si agita e si frange e se chi è a letto, pensando di trovare risposta ai propri dubbi e compagnia alla propria solitudine in riva al mare, getta via le coperte e scende, solo, a camminare sulla sabbia, non gli si offre nessuna immagine di amorevole sollecitudine divina che riporti ordine nella notte e rifletta nel mondo le frontiere dell’anima. La mano protesa si ritrae; la voce gli rimbomba all’orecchio. Pare quasi inutile in quella confusione porre alla notte quegli interrogativi circa il cosa, il perché, il dove, che spingono chi dorme ad alzarsi dal letto per cercare la risposta.

Virginia Woolf@