Parabola dei padri del deserto


Un uomo chiese a un monaco zen:
“Che cosa ti insegna la tua vita di silenzio?”
Il monaco, che stava attingendo acqua da un pozzo, gli disse:
“Guarda giù nel pozzo! Cosa vedi?”
“Non vedo nulla” rispose l’uomo.
Passò un po’ di tempo e il monaco gli ripeté:
“Guarda ancora! Cosa vedi?”
“Ora vedo me stesso: mi specchio nell’acqua.”
Il monaco concluse:
“Quando l’acqua è agitata non si vede nulla: ora l’acqua è tranquilla.
Questa è l’esperienza del silenzio: l’uomo vede se stesso.”

Il libro di Draco Daatson”


PUNTO PRIMO: L’AUTO-OSSERVAZIONE.

Osserva cosa sta accadendo dentro di te.
L’auto-osservazione è già guarigione perché crea un distacco fra l’osservatore e la sofferenza osservata.

L’auto-osservazione interrompe per un attimo l’azione ipnotica del mondo.
Non è semplice perché implica già l’esistenza di un osservatore.
Se riesci ad osservarti mentre stai soffrendo, ciò significa che c’è qualcuno dentro di te che può farlo; devi solo dargli spazio tutte le volte che te ne ricordi.

Se puoi auto-osservarti non tutto è perduto, c’è ancora qualche speranza che da questa scimmia vestita a festa possiamo ricavare un essere umano.

L’auto-osservazione va oltre i soporiferi limiti della vita ordinaria.
Occorrono coraggio e determinazione per interrompere il segnale emesso sulla frequenza del sonno collettivo.

L’osservatore non giudica giusto o sbagliato, non è morale, non critica ciò che osserva, non ha fretta di cambiare, non rifiuta ciò che vede, non commenta… al limite sorride.

Un uomo che sa osservarsi nei momenti giusti, può guarire qualunque inclinazione non desiderata, qualunque trauma appartenente al passato.
Il tuo passato ti artiglia ad ogni tentativo di fuga e ti trascina nuovamente al di qua delle mura della prigione.

La consapevolezza del momento presente invece viaggia a ritroso nel tempo e va a disturbare e a modificare per sempre quello che sembrava un passato granitico e inamovibile.

Il tuo futuro sarà uguale al tuo passato a meno che non vivi da sveglio il tuo presente – diceva Draco Daatson.
Infatti l’uomo ordinario non ha futuro, non se lo merita; ha solo un passato che ricorre all’infinito.

PUNTO SECONDO: NON DARE MAI LA COLPA ALL’ESTERNO.

Non lamentarti per come è fatto il mondo, perché l’origine di tutti i tuoi mali si trova dentro di te.

Non soffri perché qualcuno ti ha fatto qualcosa, ma qualcuno ti ha fatto qualcosa perché hai scelto la sofferenza come modalità di vita.

Non ti lamenti perché un evento è accaduto, ma quell’evento è accaduto perché tu vivi di lamentele.

Il mondo è solo una stupida gigantografia del tuo inconscio.

PUNTO TERZO: AMA E PERDONA.

Non si tratta di amare l’altro e di perdonare l’altro, come ti ho già detto il mondo è creato da te, è una tua immagine.

L’universo per esistere ha bisogno di te, pertanto non c’è niente e nessuno da perdonare all’esterno di te; devi amare e perdonare ciò che stai provando dentro di te, in questo momento.

Ama e perdona la tua sofferenza, il tuo dolore, la tua ferita sanguinante!”

Salvatore Brizzi