Chiedete…


Un amante… beh… chiedete alle camere d’albergo…ai vicoli fuori mano…ai portieri di notte…ai treni o ai taxi presi per raggiungere un luogo dimenticato da Dio.

Chiedete ai letti sfatti…alle donne addette alle pulizie che trovano i preservativi usati.

Chiedete a chi nei corridoi ha sentito ridere.

A chi ha visto le lacrime degli addii o degli arrivederci.

Chiedete ai cigolii delle molle del letto o a quel ristorantino dove si è fatta la follia di andare una volta a cena o a pranzo fuori per gioco.

Chiedete agli ascensori in cui qualcuno si è specchiato per controllare se tutto fosse in ordine per l’appuntamento.

Chiedete ai muri di alcune case che hanno visto uomini e donne piangere e sentirsi in colpa.

Chiedete ai “Dio mio… che sto facendo?”

per poi capire che si aveva solo bisogno di sentirsi vivi e di sognare e di vibrare.

Chiedete alle valigie fatte e disfatte.

Alle scrivanie degli uffici.

Agli orologi che in quegli incontri avevano il tempo contato.

Chiedete.

Chiedete degli amanti che era solo sesso e piacere e di quelli che poi si è provata quella scintilla in più.

Chiedete quanto amore serve ed è esistito o esiste in quella scintilla.

Oppure quanto piacere ed eroticità negli incontri di soli corpi.

Chiedete cosa sia un amante a chi lo è stato in un modo o nell’altro.

Chiedete a chi forse non stirava camicie e non poteva preparare la cena ma era più presente di un marito o una moglie.

Chiedete ai telefoni e alle chiamate di nascosto.

Chiedete al Natale o ai giorni di compleanno non vissuti.

Chiedete alla pazienza.

Chiedete ai sorrisi stampati sul volto e alla semplicità di momenti rubati alla realtà.

Cosa è un amante…?

Ecco è qualcuno che seppur costretto al silenzio spesso oltre al sesso prova a costruire un paio di ali all’altro per farlo volare…ancora…

WEB

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Diario I


La notte scorsa parlavamo dell’eliminazione dell’inessenziale che viene operata nella letteratura, eliminazione grazie alla quale ci viene data una “dose” concentrata di vita. Quasi indignata ho detto: “È proprio questo il pericolo della letteratura, ti prepara a vivere, ma ti condanna anche alla delusione, perché intensifica l’idea della vita, tralasciando i momenti monotoni o stagnanti. […]”
La letteratura è un’esagerazione, una drammatizzazione, e tutti quelli che se ne nutrono (come facevo io), corrono il grande rischio di voler approssimare un ritmo impossibile, di cercare di vivere all’altezza delle scene di Dostoevskij ogni giorno.

— Anaïs Nin

Non rinnego la mia natura


Non rinnego la mia natura, non rinnego le mie scelte, comunque la si guardi sono stata fortunata nella vita.
Molte volte nel dolore si trovano i piaceri più profondi, le verità più complesse, la felicità più vera. Tanto assurdo e fugace è il nostro passaggio per questo mondo, che l’unica cosa che mi rasserena è la consapevolezza di essere stata autentica, di essere la persona più somigliante a me stessa che avrei potuto immaginare.

Frida Kalho