Nessun fantasma


Non voglio far dissolvere nessuno  dei miei fantasmi personali.
Voglio cominciare a conoscerli bene, intimamente.
Adoro sentirmi in mondi per niente familiari, disorientata, spaesata.
Non sono come la maggior parte delle persone, frammentate in migliaia di pezzetti.
Sono un insieme, un oceano di sensazioni, scintillii, seta, pelle, occhi, bocche, desiderio.

Anaïs Nin

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Emmaus


Da qualche parte, e in modo invisibile, le nostre famiglie infelici ci hanno passato un istinto irrimediabile a credere che la vita sia un’esperienza immensa. Tanto più modesta è stata qualsiasi consuetudine che ci hanno trasmesso, tanto più profondo è stato, ogni giorno, il loro richiamo sotterraneo a un’ambizione senza limiti – un’attesa di senso quasi irragionevole. Così ci siamo accostati al mondo, fin da bambini, con il preciso intento di restituirlo alla sua grandezza. Lo pretendiamo giusto, nobile, fermo nel tendere al meglio e inarrestabile nel suo cammino di creazione. Questo fa di noi dei ribelli, e dei diversi. Il mondo fuori ci appare per lo più un compito umiliante, arido, del tutto inadeguato alle nostre aspettative. Nelle vite di quelli che non credono vediamo la routine dei condannati, e in ogni loro singolo gesto scorgiamo la parodia dell’umanità che sogniamo. Qualsiasi ingiustizia è un’offesa alle nostre attese – lo è ogni dolore, malvagità, miseria d’animo, bruttura. Lo è qualsiasi passaggio a vuoto del senso – e ogni uomo senza speranza, o nobiltà. Ogni gesto meschino. Ogni istante perduto.

Alessandro Baricco

Kite


Lei è penetrata in un recinto della mia intimità che era rimasto ermeticamente chiuso e che io stesso non conoscevo.
Nei suoi gesti, nell’odore della sua pelle, nel suo modo di guardarmi, immediato, intenso, in un breve intervallo che mi lasciava imbevuto in una travolgente tenerezza, nella sua dipendenza fatta di accettazione irriflessiva e assoluta, aveva la virtù di riscattarmi all’istante dalle mie perplessità e ossessioni, dai miei avvilimenti e cadute o dalle mie semplici occupazioni quotidiane, per lasciarmi in una sorta di circolo radioso, fatto di palpitante energia, di vigorosa certezza, come l’azione sconosciuta di una droga sconosciuta che avesse il potere di concedere la felicità senza ombre.

Alvaro Mutis

 

Agosto


Agosto non è crudele. È feroce. Si presenta come un mese del passato e ti costringe a ricordare. Ferocemente smette di essere tutto ciò che era. Aspettavo agosto tutto l’anno da bambino. La spiaggia, i templi di Paestum, la sensazione che tutto l’anno valesse la pena viverlo per rotolarsi nel bagnasciuga con mio fratello, con i miei cugini. La sensazione che la vita vera fosse agosto. L’attesa dell’agosto più bella dell’agosto persino. Vivere agosto da adulti non vale la pena. Ora agosto è solo un mese di promesse non mantenute, la dimostrazione che la vita ti ha tradito e quello che ti aspettavi non arriva. Come una generazione che credeva di poter vivere meglio dei propri genitori e invece vive peggio, assai peggio. Agosto era il mese dove riuscivi a prendere tutto ciò che di bello concepivi. Ora arriva e raccoglie esattamente le briciole dell’intero anno. Agosto ormai è solo un modo, come direbbe Chaillet, per essere infelici in modo molto romantico.

Roberto Saviano

Risultato immagine per agosto

“Terza persona singolare”


Non voglio dimenticare, come fanno gli adulti. Non voglio diventare come loro, che credono che quando si è piccoli non si capisce niente e dicono ”Beati voi, beata infanzia, beata innocenza. Ah! Se potessi tornare indietro”. Invece, io voglio ricordarmelo che non era così tanto straordinario essere bambini, perché si capisce tutto, ogni cosa che accade, e si soffre, o si è felici, o si pensa, si ragione, proprio come gli adulti. Solo che non decidi niente, non puoi fare niente, sei come prigioniero; nessuno ti ascolta sul serio; o ti ascoltano ma si capisce benissimo che pensano di sapere già quel che stai per dire e ti rispondono prima ancora che tu abbia finito di parlare; nessuno crede sul serio che tu abbia qualcosa di importante da dire: se piango vengo consolata come un bambino che poi tanto gli passa, se rido mi dicono subito di stare buona e calma e non far chiasso. Essere bambini non è divertente come dicono. Stai lì e aspetti di crescere per sentire su di te uno sguardo diverso. … Io aspetto, continuo sempre ad aspettare. Le cose che raccontano i grandi non sono vere. Devo ricordarmelo. Anche se so bene che non siamo uguali-uguali agli adulti; ma proprio questo non devo dimenticare: un bambino sa di essere diverso, di essere nato dopo. E tuttavia, aver vissuto meno anni, non significa non aver vissuto.”

Maria Stella Conte

 

occhietti:
“ Lasciatemi sbagliare che voglio imparare.
- web
”

 

Ricordi di un vicolo cieco


Socchiudo gli occhi e riconosco il mio mondo. Poi dedico una preghiera a tutte le persone che a un certo punto si sono allontanate da me.
Le persone con cui avrei potuto avere un rapporto diverso, e con le quali, invece, per qualche ragione non è andata bene.
In questo mondo, a causa delle circostanze in cui li ho incontrati, tra me e loro le cose non hanno funzionato in nessun modo.
Ma sento, ne sono certa, che da qualche parte, in un mondo profondo e lontano, su una bellissima riva, ci sorridiamo, ci offriamo gentilezza, e trascorriamo insieme momenti felici.
Banana Yoshimoto