L’uccello che girava le viti del mondo


Alla fine sentii nascere dentro di me una collera tranquilla. Collera nei confronti di quel qualcosa che non potevo vedere.
Raddrizzai le spalle, trassi un profondo respiro e cercai di calmare il battito del mio cuore. Però quella collera si infiltrava in ogni parte del mio corpo, silenziosa come l’acqua. Era una rabbia piena di tristezza, che non potevo sfogare da nessuna parte. Non potevo smaltire in nessun modo.

Haruki Murakami

La fine del mondo e il paese delle meraviglie


“Esiste anche questo al mondo, la tristezza di non poter piangere a calde lacrime. È una di quelle cose che non si può spiegare a nessuno, e anche se si potesse, nessuno capirebbe. È una tristezza che non può prendere forma, si accumula quietamente nel cuore come la neve in una notte senza vento.”

Murakami  Haruki

La fine del mondo e il paese delle meraviglie.


Esiste anche questo al mondo, la tristezza di non poter piangere a calde lacrime. È una di quelle cose che non si può spiegare a nessuno, e anche se si potesse, nessuno capirebbe. È una tristezza che non può prendere forma, si accumula quietamente nel
cuore come la neve in una notte senza vento.
Haruki Murakami 

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1Q84


Mi sono stancato di vivere odiando qualcuno, disprezzandolo, portandogli rancore. Mi sono stancato di vivere senza amare nessuno. Non ho un amico, nemmeno uno. E soprattutto non posso amare me stesso. Sai perché? Perché sono incapace di amare gli altri. Ed è soltanto amando gli altri, ed essendo amati, che si impara ad amare se stessi. Ma non sto dicendo che è colpa tua se sono così. Penso che anche tu sei vittima come me. Penso che nemmeno tu sappia cosa significa amare se stessi. Sbaglio?

H. Murakami.