Il libro dell’inquietudine


Non amiamo mai nessuno. Amiamo solamente l’idea che ci facciamo di qualcuno. E’ un nostro concetto (insomma, noi stessi) che amiamo. Questo discorso vale per tutta la gamma dell’amore. Nell’amore sessuale cerchiamo il nostro piacere ottenuto attraverso un corpo estraneo. Nell’amore che non è quello sessuale cerchiamo un nostro piacere ottenuto attraverso un’idea nostra. (…) Perfino l’arte, nella quale si realizza la conoscenza di noi stessi, è una forma di ignoranza. Due persone dicono reciprocamente “ti amo”, o lo pensano, e ciascuno vuol dire una cosa diversa, una vita diversa, perfino forse un colore diverso o un aroma diverso, nella somma astratta di impressioni che costituisce l’attività dell’anima. Oggi sono lucido come se non esistessi. Il mio pensiero è evidente come uno scheletro, senza gli stracci carnali dell’illusione di esprimere. E queste considerazioni non sono nate da niente: o almeno da nessuna cosa per lo meno che sieda nella platea della mia coscienza. (…) Vivere è non pensare.
Fernando Pessoa

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Non basta aprire la finestra


Non basta aprire la finestra,
per vedere la campagna e il fiume.
Non basta non essere ciechi,
per vedere gli alberi e i fiori.
Bisogna anche non aver nessuna filosofia.
Con la filosofia non vi sono alberi:
vi sono solo idee.
Vi è soltanto ognuno di noi,
simile ad una spelonca.
C’è solo una finestra chiusa,
e tutto il mondo fuori;
e un sogno di ciò che potrebbe esser visto,
se la finestra si aprisse,
che mai è quello che si vede,
quando la finestra si apre.

Fernando Pessoa

 

 

Restano tre cose


Di tutto restano tre cose:
la certezza  che stiamo sempre iniziando,
la certezza  che abbiamo bisogno di continuare,
la certezza  che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell’interruzione un nuovo cammino,  della caduta un passo di danza,  della paura una scala,  del sogno un ponte, del bisogno un incontro.

Fernando Pessoa

Voglio tutto


C’è senza dubbio chi ama l’infinito,
c’è senza dubbio chi desidera l’impossibile,
c’è senza dubbio chi non vuole niente,
tre tipi di idealisti, e io nessuno di loro:
perché io amo infinitamente il finito,
perché io cerco impossibilmente il possibile,
perché voglio tutto,
o un po’ di più, se si può, o anche se non si può.”

Fernando Pessoa

deve chiamarsi tristezza


Deve chiamarsi tristezza
questo che non so cosa sia
che m’inquieta senza sorpresa,
nostalgia che non desidera.

Sì tristezza – ma quella
che nasce dal sapere
che lontano v’è una stella
e vicino v’è il non averla.

Sia quel che sia, è quel che ho.
Tutto il resto è solo tutto.
E lascio andar la polvere che prendo
dalle mani piene di polvere.

F. Pessoa