Il cuore in ripostiglio

Mettere in un ripostiglio il cuore: scritto così sembra una sciocchezza e forse lo è, ma è anche qualcosa che prima o poi facciamo tutti.
Passiamo il nostro tempo con persone delle quali sappiamo che non potremmo mai innamorarci. Teniamo tutti gli altri, quelli pericolosi, a distanza di sicurezza. Camminiamo a testa bassa e a passo svelto come se stessimo scappando. Continuamente. Stiamo attenti a tutto, coerentemente vigili.
Restiamo rinchiusi in quello che ci sembra un rifugio sicuro, privo di ostacoli e di trappole.
Osserviamo tutto senza che niente ci coinvolga veramente.
Diventiamo egoisti ed esserlo ci piace anche abbastanza.
Ci fa sentire quasi invincibili, degli eroi.
Gli eroi del nulla.
La versione 2D di noi stessi, e ne andiamo pure fieri.
Ci beviamo su perché perdiamo volentieri il controllo dei nostri pensieri, ma mai quello delle nostre emozioni.
Diventiamo frivoli e aridi, diventiamo più belli e più infelici.
I tramonti non ci interessano più, la primavera ci disgusta. L’odore dei fiori, i ragazzi che si baciano davanti alle scuole, le note di una canzone leggera, le piccole sorprese improvvise: ci sembra tutto superfluo. Rinneghiamo ciò che prima ci rendeva felici.
“Non amo più” pensiamo, e ci sembra di aver trovato la soluzione a tutti i nostri mali.
Poveri ingenui.
Come se davvero si potesse scappare, come se davvero si potesse decidere di smettere di sentire.
Come se davvero l’amore non fosse ovunque.
Intanto il vuoto ci divora lentamente e, quando alla fine ce ne accorgiamo, il nostro volto è ormai irrimediabilmente cambiato. Ci annoiamo a morte e diciamo a tutti che sì, adesso stiamo bene, non ci vediamo da un bel po’ ma diciamo a tutti che ci siamo finalmente ritrovati.
Allora forse, e dico forse, è meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore. Meglio non perdere la buona abitudine di piangere prima di dormire per poi, al mattino, sbocciare pieni di ottimi propositi e di dolci illusioni.
Meglio rimanere romantici e, perché no?, anche un po’ sdolcinati. E magari anche ridicoli, perché forse è così che appaiono agli occhi di chi non ama quelli che amano troppo.
Meglio non aver paura di far girare tutto intorno al cuore. Anche se sembra assurdo, anche se ci rende fragili. In realtà è un superpotere.
Meglio continuare ad abbracciare appena possiamo, a inciampare perché non guardiamo mai per terra. Occhi rivolti verso il cielo, sempre, che al limite cadiamo e poi ci rialziamo in piedi.
Meglio non rinunciare. Per colpa di ogni bugia e di ogni ora passata a prepararci per qualcuno che poi aveva la testa altrove.
Meglio conservate il nostro amore: magari ora pensiamo che sia la nostra rovina, in realtà sarà la nostra salvezza.
Meglio non perdere la pessima abitudine di crederci.
Meglio restare allenati all’amore.
Meglio farsi trovare pronti.

Susanna Casciani

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