La neve dell’Ammiraglio.


Ma se mi soffermo a considerare più attentamente queste ricorrenti cadute, questi mancati appuntamenti che continuo a dare al destino con la stessa ripetuta goffaggine, mi rendo conto che, al mio fianco, è andata scorrendo un’altra vita. Una vita che è trascorsa al mio fianco senza che io lo sapessi. È lì, continua ad essere lì: è la somma di tutti i momenti in cui ho rifiutato quella svolta del cammino, in cui ho eliminato quell’altra possibile via d’uscita, e così si è andata formando la cieca corrente di un altro destino che avrebbe potuto essere il mio e che, in un certo modo, continua ad esserlo laggiù, su quell’altra sponda su cui non sono mai stato e che corre parallela al mio itinerario quotidiano. Mi è estranea e, ciononostante, attira a sé tutti i sogni, le fantasie, i progetti, le decisioni che fanno parte di me quanto questa inquietudine presente e che avrebbero potuto dare forma alla materia di una storia che ora trascorre nel limbo del contingente. Una storia uguale forse a questa che mi riguarda, ma ricca di tutto ciò che qui non è stato, ma che là continua ad essere, prendendo forma, scorrendo al mio fianco come un sangue spettrale che mi nomina, e, allo stesso tempo, non sa nulla di me. Voglio dire, una storia uguale, in quanto io ne sarei sempre stato il protagonista e l’avrei colorata della mia solita e ottusa inquietudine, ma completamente diversa nei suoi episodi e nei suoi personaggi. Penso anche che allo scoccare dell’ultima ora sarà quell’altra vita a scorrere davanti agli occhi con il dolore di qualcosa che si è perso e sprecato del tutto e non questa, quella reale e compiuta, la cui materia non credo meriti questo sguardo, quest’ultimo esame conciliatorio, perché non ne vale la pena, né voglio che sia questa la visione che consolerà il mio ultimo istante.
O il primo?
  Alvaro Mutis .

Lo scorrere del tempo


Oggi vorrei  che le tue dita  scrivessero  favole sui miei capelli  e  vorrei baci  sulla spalla  coccole  che mi dicessi  le più grandi verità  o  le più grandi menzogne.. che mi dicessi per esempio  che sono la donna più bella del mondo  che mi ami tanto  cose così semplici  banali,  che seguissi il profilo del mio viso  che indugiassi a guardarmi negli occhi  come se la vita intera dipendesse  dal loro sorriso  che solleva tutti i gabbiani fra la spuma.
Così vorrei che percorressi il mio corpo  sentiero alberato e fragrante,  come tu fossi la prima pioggia dell’inverno  che si lascia cadere adagio  e poi va scrosciando.
Desidero cose  come  una grande onda di tenerezza  che mi travolga  un suono di conchiglia  un branco di pesci nella bocca  qualcosa così  fragile e nudo   come  un fiore in procinto di affidarsi   alla prima luce del mattino  o  semplicemente   un seme  un albero  un po’ d’erba
una carezza  che mi faccia dimenticare  lo scorrere del tempo…

 Gioconda Belli