Non ho peccato abbastanza

Ha indossato la camicia, ha preso l’ombrello
non ha detto parola
nemmeno io.
Dopo che se n’è andato
sono rimasta innanzi allo specchio
ho estratto la lingua
per vedere se erano rimaste impigliate delle parole.
Purtroppo ho visto solo muscoli e vene.

Ho ritirato la lingua
sono scoppiata a ridere
la risata non è una parola – poi ho infranto lo specchio.
Da quel momento
ho continuato a infrangere specchi invano
cercandone uno che non riflettesse
più, uno specchio
che infrangesse me.

A’ISHA ARNA’UT

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