Restiamo umani

Aveva pochi soldi e il cellulare con sè. Niente valigie, niente vestiti. Solo alcune fotografie della sua famiglia che sorrideva felice. C’era poco spazio sul barcone, non poteva portare altro. Solo la Speranza. Si leggeva sui volti e negli occhi di tutti, persino di quel bambino piccolo attaccato al seno della madre. Si sentiva l’odore della paura e della speranza, dei loro corpi sudati sotto il sole cocente, l’odore del mare…
Aveva scritto un sms sul cellulare che non era stato inviato. Non aveva credito per poterlo fare… “Amore mio, fra poco arriveremo in Italia. Il viaggio è stato difficile ma ce l’ho quasi fatta. Cerca di resistere e prenditi cura dei nostri figli. Presto saremo di nuovo tutti insieme, ci aspetta una nuova vita, la Vita. Ti chiamerò appena sarò arrivata. Mi mancate da morire! Ti amo!”
L’hanno trovata tra le onde così, col cellulare e il portafoglio con quei pochi soldi e quelle fotografie strette al petto. Non ha voluto lasciare alle onde del mare le cose più care a lei, non voleva sentirsi sola nel momento in cui ha sentito l’abbraccio freddo della morte.
Ci sono tanti corpi sulla spiaggia. Molti di loro non hanno ancora un nome. I tg parlano di numeri, di centinaia e centinaia di morti. Nessuno sa chi sono, chi hanno lasciato a casa, da che cosa scappavano, quali erano i loro sogni. E mentre qualcuno dice “affondiamo i barconi” questa donna, questa madre, questa moglie, stringe ancora forte al petto i suoi sogni…
Restiamo umani!

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