Percival Everett di Virgil Russell

Cari avverbi, locuzione avverbiali e perifrasi,
vi scrivo per esprimervi, parola odiosa, meglio dire imprimervi senza mezzi termini, finanche entusiasticamente, il debito che ho nei vostri confronti. Il vostro sconfinato potere di definizione, il vostro timbro incantevole, la vostra musica rassicurante, le vostre infinite possibilità, oh, come dolcemente v’infilate nelle frasi mitigando un’espressione infelice, un’iperbole superflua.Probabilmente, senza dubbio e senza fallo, se mi concedete un po’ d’enfasi, celebrerò la vostra eterna importanza per la lingua che parlo, e capite bene che tale lingua non è l’inglese, ma semplicemente, definitivamente, la lingua umana. Mi ci sono voluti anni, troppi a contarli, prima di riuscire a capire, con un misto di gioia e sconcerto, che con tutti i -mente che mi avanzavano potevo mentire senza sforzo.
Sinceramente vostro,

Percival Everett

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