Il cielo non è uguale per tutti.


Il cielo non è uguale per tutti.
Dovrebbe, ma non lo è .
C’è chi ci vede il sorriso di Dio , pacifico e profondo, e chi non vede altro che nuvole, perché negli occhi e nel cuore non ha altro che nuvole.
C’è chi scrive ,in quel campo azzurro , di speranze e possibilità e chi lo solca con volanti macchine da guerra , portando morte invece che futuro.
Non mi sentirai mai parlare del sangue palestinese, israeliano, africano, indiano . Non mi sentirai mai fare una sola differenza , un solo nome o mettere i documenti alla Morte.
La Morte ed il Dolore non hanno nazionalità , non hanno patria, non hanno razza né colore di pelle.
Le vittime, a differenza del cielo, sono uguali per tutti.
Sono silenziose grida inascoltate che la Terra , come un sudario , assorbe.
E’ sangue ingiustamente e precocemente versato sulle mani di madri a cui viene imposto lo strazio di morire dopo il frutto del loro ventre, in modo del tutto innaturale e disumano.
Sono giochi lasciati sul terreno , altalene vuote che ciondolano senza sorrisi , mantelli neri di vedove e seni privi di bocche da allattare.
Ovunque accada per mano dell’uomo, arriva l’oscurità ed il silenzio.
Le preghiere si fermano , non c’è neppure la forza di tremare.
Non mi sentirai mai fare differenza tra queste mani giunte la cui voce si spezza, in qualunque parte del mondo accada, qualunque lingua parlino, qualunque pelle abbiano, qualunque cielo guardino.
Davanti a questo il cuore si spacca come zolle di creta al sole , davanti a questo preferiamo voltare la testa per non dover guardare, davanti a questo capiamo l’esistenza del male e lo fuggiamo.
Allora ci nascondiamo dietro confini, nazionalità e governi, per non vedere l’assurdità degli uomini che rubano la vita ad altri uomini .

Carolina Turroni