Yin e yang, concetti chiave del pensiero cinese.


Nel pensiero cinese, lo yin e lo yang si generano reciprocamente in un movimento circolare continuamente rinnovato, ricominciato. Quando lo yang è al suo minimo, si cambia in yin, e viceversa, poiché lo yin racchiude elementi yang, e viceversa; da cui il famoso disegno schematico del taiji, il cerchio bicolore, diviso in due parti uguali, a forma di mandorle, simmetricamente opposte per mezzo di una curva a forma di S, verticale. Ogni parte presenta un pallino rotondo, che simboleggia l’embrione del principio opposto; per esempio, la parte chiara, – quindi yang – presenta un cerchietto scuro, l’embrione di yin, di cui è portatrice. E viceversa.
Allo stesso modo, ogni individuo porta in sé, più o meno accentuati, elementi del “sesso opposto”, come tutti sanno. Così, qualsiasi dato di fatto è un equilibrio instabile, e un principio non può mai esistere senza la sua controparte. Nella respirazione, l’inspirazione chiama l’espirazione; nel ciclo cardiaco, la sistole è seguita dalla diastole. Poiché il microcosmo umano è a immagine del macrocosmo. E la malattia, dal punto di vista tradizionale, è soltanto una rottura o un’alterazione di quest’armonia universale.

«La vita è una via di mezzo che zoppica, diceva Jean Cocteau, ma facciamo in modo che zoppichi con grazia »… in armonia, aggiungerebbero i Cinesi.