Non chiedermi quanti anni ho.

Non chiedermi quanti anni ho.
Ho gli anni
di Pasolini e di Leopardi,
del passero solitario e di Silvia,
delle lucciole
che non rischiarano più il canto dei grilli.
Ho gli anni di un bambino
che la maestra ha cacciato dietro la lavagna
perché era brutto e cattivo.
Ho gli anni
di un Gesù Cristo che non porta nessun ladro con sé in paradiso,
di una carezza, di un pianto leggero,
di un aquilone strappato dal vento.
Ho gli anni di un sorriso,
di un gatto preso a calci dai compagni di gioco,
di un ospedale a quattordici anni
e di una madre che resiste,
di uno per cui nascere è comunque bello.”

Federico Tavan

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