Città aperta


«Salvare d’istinto un bambino, un po’ di felicità; qualche ora con i ruandesi, quelli che erano sopravvissuti, un po’ di tristezza; l’idea del nostro anonimato finale, un altro po’ di tristezza; il desiderio sessuale soddisfatto senza complicazioni, un altro po’ di felicità, e avanti così, un pensiero dopo l’altro. La condizione umana mi pareva meschina, l’essere soggetti a quella lotta costante per modulare l’ambiente interiore, sballottati come nuvole. Come era prevedibile, la mente annotò anche quel giudizio, e gli assegnò il suo punteggio: un po’ di tristezza.»

Teju Cole

Se almeno ci fossi tu, ….


Ogni giorno, la stessa identica storia. Gli stessi passi, gli stessi sguardi spenti, le stesse persone che si sforzano di sorridere (o forse qualcuno lo fa spontaneamente?), gli stessi discorsi “oggi c’è il mercato” o “ma che caldo fa” e quando piove “speriamo non si allaghi tutto” e quando fa freddo “speriamo non ci siano le strade ghiacciate” e quello che penso io, io, proprio io in mezzo a tutte queste immagini che si ripetono e che forse un giorno mi inghiottiranno (se non l’hanno già fatto), quello che penso è sempre, ogni mattina da quando metto il mio piede sinistro (ne sono certa) fuori dalla porta di casa fino a quando il mondo non inizia ad alzare la voce distraendomi un po’, ogni mattina quello che penso è se almeno ci fossi tu, ….

…..se almeno ci fossi ancora tu.

Susanna Casciani

E’ così facile dirsi addio….


“e dicono che è così facile dirsi addio, quando non puoi fare altro
è così facile salutarsi
e smettere di pensare “ti prego torna”
e pensare invece “tra un po’ non lo amerai più”
ma stasera va così
e quelle sere non le puoi risolvere con le parole
riesco a dire soltanto quanto mi manchi.
“ma quanto mi manchi?””

Alice Giaquinta

Passerò per Piazza di Spagna


❝ Sarà un cielo chiaro.
S’apriranno le strade
sul colle di pini e di pietra.
Il tumulto delle strade
non muterà quell’aria ferma.
I fiori spruzzati
di colori alle fontane
occhieggeranno come donne
divertite. Le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.
S’aprirà quella strada,
le pietre canteranno,
il cuore batterà sussultando
come l’acqua nelle fontane
sarà questa la voce
che salirà le tue scale.
Le finestre sapranno
l’odore della pietra e dell’aria
mattutina. S’aprirà una porta.
Il tumulto delle strade
sarà il tumulto del cuore
nella luce smarrita.
Sarai tu – ferma e chiara.

Cesare Pavese

Stagioni diverse


 Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, perché le parole le immiseriscono. Le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella nostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più che questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov’è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portar via. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perché vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate. Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare.

Stephen King*