“Lettere di compleanno”


Più alta  di quanto non saresti più stata. Ondeggiavi così snella che le tue lunghe, perfette gambe americane sembravano salire su su su. Quella mano divampante,quelle lunghe dita danzanti, di eleganza scimmiesca. E il viso: una palla tesa di gioia. Ti vedo là, più chiara, più vera che in tutti gli anni nella sua ombra come se ti avessi visto quell’unica volta e poi più. La cascata sciolta dei capelli  quella molle cortina sul viso, sulla cicatrice. E il tuo viso una gommosa palla di gioia intorno alla bocca dalle labbra africane, ridente, dipinte di cremisi. E i tuoi occhi strizzati nel viso, succo di diamanti, incredibilmente luminosi, come succo di lacrime che potevano anche essere lacrime di gioia, una spremuta di gioia. Volevi strabiliarmi con il tuo brio.
   Ted Hughes

Ted Hughes pubblicò questa poesia dopo tanti anni dal suicidio di sua moglie, la poetessa americana Sylvia Plath.

 

 

 

 

 

 

 

 

“Rumore di mamma”


É buio. Abbracciato dal silenzio, riposa in quel soffice calore avvolgente. Il suo sonno riempie il tempo di sogni segreti che nessuno mai saprà svelare, nemmeno lui. Solo qualche suono lontano, quasi un‘eco si accompagna a quel battito, soffio di vita. Ma nell’aria qualcosa è cambiato e si avverte uno strano disagio. Una forza nuova e sconosciuta lo chiama e lo trascina prepotente. “All’improvviso è luce accecante, rumore, voci, mani. Un vagito. Benvenuto nel mondo.. La mamma lo guarda e già lo ama, mentre lui contempla lei, senza vederla.Con gli occhi ancora velati, di un azzurro fatto di acqua , cerca nella luce quella voce familiare. Ha i capelli che sembrano di piuma e la pelle liscia e sottile, quasi eterea. E’ un incontro denso di emozioni, sono attimi di felicità assoluta. Quel cucciolo d’uomo, perfetto eppure tanto fragile, ha già il suo posto nel mondo, ma ancora non lo sa, né gli interessa. Ciò che vuole è solo la sua mamma, che da questo istante vivrà per lui. Niente sarà più uguale a prima, a quel prima che sembra già lontano.
Laura Tangorra@

Auguri a tutte le mamme ♥

 

 

 

 

Diari_Un amore insolito


Mio figlio mi pensa, stamane. Gli ho scritto qualche rigo, giorni fa. Tristezza irreparabile del nostro rapporto, da quando che ci siamo rivisti dopo i trent’anni d’intervallo e invano abbiamo provato a sentire come una realtà il fatto che io sono sua madre e che lui è mio figlio.Un solo momento abbiamo avuto: la prima sera del ritrovamento; un singhiozzo profondo nel petto d’entrambi, abbracciandoci, e subito appresso, seduti di fronte, avviando un discorso qualunque, a frasi mozze, un sorriso in cui ci specchiammo a vicenda, in cui nel suo largo viso d’uomo già maturo io vidi affiorare e tremare, sorridendo timida e innocente, quella che so essere l’anima mia, la qualità nativa inalterabile dell’anima mia. Un solo momento. Poi, tutto della vita ci ha fatti immediatamente apparire su due piani differenti, con l’impossibilità di qualsiasi scambio verace: incomunicabili, nonostante il sangue, nonostante l’uguale bontà della natura umana.
Sibilla Aleramo

Che tu sia per me il coltello.


Guardami dritto negli occhi e chiedimi di nuovo, come hai fatto nella lettera, se per caso i muscoli dorsali della mia anima non si stiano atrofizzando e se tu non stia diventando troppo pesante per la mia illusione. Chiedimi dell’altro, chiedimi quali sono le mie vere sensazioni quando ti apri così davanti a me. Non rinunciare, aiutami a combattere il gemello nero che c’è in me, perché da solo non ne sono capace, non posso vincerlo. Chiedimi di affrontare senza riserve i miei sentimenti verso questa tua ferita aperta che mi risucchia al suo interno, richiudendosi sopra di me. Chiedimi di provare il dolore di un altro, di sentire dove fa male, in quale punto del corpo.
David Grossman