David R.Daniels


“Non lascio le situazioni a metà, tanto meno le persone. Non esistono i “Forse”, non esistono i “Così è così”, non ci sono i “Non lo so”, le cose si sentono e basta, si ha solo paura di darle certe risposte. Non esistono gli inizi incerti, né i finali con l’amaro in bocca e i dubbi nello stomaco. Si rischia o si lascia perdere, si pretende o si molla tutto. È nero o bianco, il grigio è solo un colore, e i rapporti grigi non dovrebbero esistere.”

 

Segni zodiacali – Capricorno


Capricorno 
(22 Dicembre – 20 Gennaio) 
Caratteristiche generali
I nativi del segno del Capricorno sono molto affidabili, schietti, spesso malinconici, spesso indecisi, distratti, ma sono estremamente fedeli. Possono essere filosofi e idealisti o avventurieri e passionali. La loro vita è piena di contraddizioni e spesso si ingarbugliano… Possono essere vittime di loro stessi così come sono inclini al pessimismo che rasenta la depressione. In amore sono fedeli, ma sempre con la testa fra le nuvole, molto sensuali, ma poco erotici. Hanno difficoltà ad esprimersi e questo porta il partner a sentirsi trascurato e poco considerato. Hanno un forte senso della famiglia… quella di provenienza che il suo partner deve accettare e amare. Nel lavoro sono ambiziosi e restii alla gerarchia ma portano avanti solo compiti che gli vengono affidati.

  • Segno: cardinale
  • Genere: femminile
  • Elemento corrispondente: terra
  • Caratteristiche: ambizione, costruttività, diplomazia
  • Giorno della settimana: sabato
  • Numero fortunato: 4
  • Colori: giallo scuro, marrone, nero, verde
  • Profumi ed essenze: lillà, narciso, vetiver
  • Fiori e piante: caprifoglio, castagno, felce, gardenia, margherita, narciso, pino, quercia, rovere, violetta
  • Animali: capra, coccodrillo, pipistrello, seppia, serpente
  • Pietre preziose e minerali: ambra, granato, onice, opale, quarzo rosa, zaffiro
  • Metalli: piombo

 

 

” Il libro dell’inquietudine “


Capirmi dal di fuori è stata la mia disgrazia: la disgrazia della mia felicità. Mi sono visto come mi vedono gli altri e ho incominciato a disprezzarmi: non tanto perché riconoscessi in me dei motivi da farmi meritare disprezzo, ma perché da quel momento ho cominciato a vedermi come mi vedono gli altri e a sentir quel certo disprezzo che gli altri sentono per me. Ho sofferto l’umiliazione di conoscere me stesso. E siccome questo calvario è privo di nobiltà e di resurrezione qualche giorno dopo, non mi è restato che soffrirne l’infamia. Ho capito che sarebbe impossibile che qualcuno mi amasse, a meno che non mancasse completamente di senso estetico – e allora io lo disprezzerei per questo; e che il solo simpatizzare con me non sarebbe altro che un capriccio dell’altrui indifferenza.

Fernando Pessoa.