Segni zodiacali_ Ariete


Ariete (21 marzo – 20 aprile)
Caratteristiche generali
I nati sotto il segno dell’Ariete si distinguono per forza, energia e dinamismo. Sono impulsivi, collerici e intransigenti, talvolta accusati di egocentrismo non sopportano la slealtà, considerandolo il più grosso peccato. L’Ariete ha un’intelligenza viva, possiede grande forza ed energia, ed è sempre pronto a prendere l’iniziativa in ogni occasione. Vive sempre il momento presente, ha scarsa memoria del passato e non si cura certo del futuro. Nel lavoro infatti si tuffano con tutte le loro straordinarie energie e facilmente riescono a raggiungere posizioni di prestigio, pur partendo dagli ultimi gradini. I lavori più adatti sono quelli tesi alla leadership e alla libera professione . Passionali in amore, si lasciano spesso coinvolgere dai colpi di fulmine ma sanno essere anche romantici e bisognosi di prove d’affetto e di rassicurazioni. Il matrimonio va inteso come un rapporto dinamico, dove ognuno faccia la propria parte e sia di sostegno all’altro.

  • Elemento: fuoco
  • Qualità: cardinale
  • Polarità: maschile
  • Numero fortunato: 8
  • Pianeta dominante: Marte e Plutone
  • Giorno fortunato: martedì
  • Colore: rosso
  • Pietra: rubino, ametista, diamante
  • Metallo: ferro
  • Fiori: garofano e papavero
  • Pietre preziose e minerali: ametista, diamante, rubino

 

 

Il libro dell’inquietudine.


La mia anima è una misteriosa orchestra; non so quali strumenti suoni e strida dentro di me: corde e arpe, timballi e tamburi. Mi conosco come una sinfonia.
Io sono la periferia di una città esistente, la chiosa prolissa di un libro non scritto. Non sono nessuno, nessuno. Non so sentire, non so pensare, non so volere. Sono una figura di un romanzo ancora da scrivere, che passa aerea e sfaldata senza aver avuto una realtà, fra i sogni di chi non ha saputo completarmi.

Alla fine di questa giornata rimane ciò che è rimasto di ieri e ciò che rimarrà di domani; l’ansia insaziabile e molteplice dell’essere sempre la stessa persona e un’altra.
Nuvole… Esisto senza che io lo sappia e morirò senza che io lo voglia. Sono l’intervallo fra ciò che sono e ciò che non sono, fra quanto sogno di essere e quanto la vita mi ha fatto essere, la media astratta e carnale fra cose che non sono niente, più il niente di me stesso.

Fernando Pessoa.

 

 

 

 

 

 

 

“Teoria e pratica di ogni cosa”


La cosa più incredibile dei pesci rossi, tuttavia, è la loro memoria. Tutti li compiangono per la caratteristica di ricordare solo gli ultimi tre secondi ma, in effetti, essere così saldamente legati al presente è un dono. Sono liberi. Niente crucci su cantonate, scivoloni, passi falsi o traumi infantili. Niente demoni interiori. I loro armadi sono pieni di luce e privi di scheletri. Cosa può essere più corroborante che vedere il mondo per la prima volta, in tutta la sua bellezza, quasi trentamila volte al giorno? Che meraviglia sapere che la tua Età dell’Oro non era quarant’anni fa, quando avevi ancora tutti i capelli, ma appena tre secondi fa e dunque, con ogni probabilità, ancora in corso, in questo preciso istante. E anche in questo istante. E anche in questo istante. E anche in questo istante.
Marisha Pessl *