“La parte di te”


La parte di te che gli altri definiscono “spontanea” è la stessa che chiamano “irresponsabile” quando la suoni a volume troppo alto.
La parte di te che gli altri definiscono “coraggiosa” è la stessa che chiamano “sconsiderata” quando la suoni a volume troppo alto.
La parte di te che gli altri definiscono “sicura di se” è la stessa che chiamano “egocentrica” quando la suoni a volume troppo alto.
Tutti i tuoi cosiddetti “peggiori difetti” non sono altro che le tue migliori qualità semplicemente regolate ad un volume troppo alto perché la musica sia piacevole.
Le cose per cui gli altri si innamorano di te sono le stesse per cui ti criticheranno se hanno la sensazione di riceverne una quantità esagerata.
Ti ameranno per la tua capacità di “prendere decisioni rapidamente” ma se lo fai troppo spesso o con troppa forza ti chiameranno “prepotente”.
Ti ameranno per il tuo “acuto senso dell’humor” ma se lo manifesti troppo spesso o con troppa forza ti accuseranno di essere “cinica” o di “non prendere nulla sul serio”.
Le parti di te che gli altri amano o criticano sono le stesse.
Dipende soltanto da come è regolato il volume. 

Walsch Neale Donald*

 

La storia di Lorena .


Ci occupiamo spesso della violenza che quotidianamente graffia l’anima  si posa sui corpi delle donne, si parla e si continua a parlare di amore, di ingenuità, di leggerezza di buona fede ma non si comprende mai realmente che diventa difficile essere obiettivi quando si ama e che molte troppe volte si ama da morire e qui non c’è bisogno di amare da morire ma bisogna trovare il modo di amare per vivere così come si merita di amare e di essere amate.

 Annalisa Minutillo*

 

 

 

 

“Gerardo e la candela”_Racconti di Halloween@


C’era una volta,molto tempo fa, un uomo che si chiamava Gerardo. Odiava tutti e per questo avevo deciso di vivere isolato in cima ad una montagna. Abitava in un cupo castello dove c’era sempre buio e dove pioveva sempre sia in primavera che d’inverno. La gente lo schivava e si diceva che di notte l’uomo andasse in un campo di zucche dove le raccoglieva tutte portandosele al castello.E qui iniziava a svuotarle , cibandosi solo di quelle ; succo di zucca, pasta alla zucca, ravioli di zucca,marmellata di zucca….etc. Un giorno si spensero le candele del castello e Gerardo aveva finito tutti i fiammiferi e così decise di scendere giù nei sotterranei,dove sapeva che era rimasta almeno una candela ed un fiammifero. Scese nel buio e a tastoni trovò il tavolo dove c’era sopra la candela con accanto il fiammifero.

 

Gerardo l’accese e, non sapendo dove appoggiarla, la mise dentro ad una delle tante zucche vuote di cui i sotterranei del castello erano pieni.Gerardo aveva in mano una candela proibita, infatti chiunque la toccasse poteva esaudire un desiderio. Il desiderio dell’uomo era sempre stato quello di spaventare tutta la gente che sparlava di lui. Detto e fatto, Gerardo si trasformò in una strega. Salì su una scopa magica e partì per raggiungere il paese.Atterrò davanti alla porta di una delle tante case e busso tre volte di seguito. Aprirono due bambini che si trovarono di fronte ad un’orrenda strega. Gerardo pronunciò parole magiche per trasformare i bambini in topolini, ma la magia non funzionò. Infatti l’uomo non sapeva che le magie malvagie non avevano potere sui bambini.

 

Gerardo ammutolì ed i bambini non sapendo cosa fare gli offrirono dei cioccolatini e gli fecero compagnia. L’uomo allora regalò loro la candela dentro la zucca e gli insegnò la formula magica. Fu così che i bambini impararono ad usarla non per trasformare le persone che aprivano la porta, ma per ottenere qualche dolcetto….

Rosalba Corallo*

 

 

La donna che scrisse la Bibbia.


 Non sapeva né leggere né scrivere, ma conosceva tutti i segni d’interpunzione: il punto, la virgola, che sempre la lasciava perplessa, il punto interrogativo ed esclamativo, che le provocavano grandi risate. E il trattino: conosceva anche il trattino. Eppure più di tutto le piacevano i puntini di sospensione; sapeva che, con lo sguardo perso, facevano pensare alla vita, al mondo…Si, nei puntini c’è forse posto anche per me….
Moacyr  Scliar*