volevo dirti…


Volevo dirti che, se fosse stato per me, le cose sarebbero andate diversamente. Che, se fosse stato per me, avrei messo la possibilità di provarci insieme al primo posto. Che, se fosse stato per me, ci saremmo persi solo per ritrovarci. E non credere che potrei rimpiazzarti da un momento all’altro perché non è così. Perciò se proprio deve finire, allora ricordami come merito, ricordami per quel che ti ho dato,ricordarmi per non aver mollato e per aver lottano con le unghie e con i denti per averti, ricordami per i sorrisi che mi creavi e le emozioni che mi davi; ricordami così e ne sarà valsa la pena. 

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Diari.


“Fammi essere forte, forte di sonno e di intelligenza e forte di ossa e di fibra; fammi imparare, attraverso questa disperazione, a distribuirmi: a sapere dove e a chi dare, a riempire i brevi momenti e le chiacchiere casuali di quell’infuso speciale di devozione e amore che sono le nostre epifanie. A non essere amara. Risparmiamelo il finale, quel finale acido citrico aspro che scorre nelle vene delle donne in gamba e sole..non farmi essere tanto debole da raccontare agli altri come sanguino dentro; come giorno dopo giorno gocciola, si addensa e si coagula.”
Sylvia Plath @

 

 

 

 

“La califfa”


“Si fa presto a dire: quella è una slandra, una donna da rifiuti. Ti mettono la croce addosso e addio, poi fanno le orecchie del sordo. Insomma, non ti ripulisci più perché, l’onestà di andare in fondo alle cose, chi ce l’ha in quest’Italia lazzarona, dove tutti, i loro peccati, li nascondono come beni di contrabbando, solo per puntare il dito contro le debolezze degli altri? Questa è la cristiana carità che io conosco, questo il volersi bene da fratelli… Io, invece, una di quelle che badano all’apparenza e poi fanno i loro comodi allo scuro, non lo sono stata mai: l’Irene Corsini, detta Califfa, quello che a dentro ce l’ha in faccia e costi quel che costi!

Andrea Bevilacqua @