Silvana Stremiz@


Ho errato a volte nella vita, ho sostato” fuori tempo tra le pagine di una favola”, trovandomi a volte in un incubo e altre volte tra le pagine sbiadite di un sogno. Ma non è mai stato un problema, neppure quando ascoltavo ”bugie di parole “ spacciate per verità. Nemmeno quando ho investito tutto, ed anche oltre, raccogliendo solo un pugno di mosche o poco più. In fondo è questo l’amore, donare senza calcoli, volare sulle ali di un sogno, in bilico sospesa al nulla, osando fino a farsi male, per respirare anche solo per un istante il ”senso di tutto”. Se poi ho preso qualche abbaglio, poco importa, perché in quell’istante ci ho creduto davvero e stavo vivendo l’amore.

 

 

“Donne che corrono coi lupi”


La chiamo “Wild Woman” (Donna Selvaggia) perchè il suono di queste due parole riecheggia quel “llamar otocar a la puerta”, quel fiabesco bussare alla porta della psiche femminile profonda. “Llamar o tocar a la puerta” alla lettera significa suonare lo strumento del nome per far aprire una porta. Significa usare parole che intimano l’apertura di un passaggio. Da qualunque cultura sia influenzata, la donna comprende intuitivamente le parole donna e selvaggia.Quando le donne odono queste parole, un’antica, antichissima memoria si rimescola e torna in vita. La memoria È della nostra assoluta, innegabile e irrevocabile affinità con il femminino selvaggio, una relazione che può essere diventata spettrale per negligenza, sepolta dall’addomesticamento eccessivo, messa fuorilegge dalla cultura circostante, o non più compresa per niente. Possiamo aver dimenticato i suoi nomi, possiamo non rispondere quando chiama i nostri, ma nelle ossa la conosciamo, ci struggiamo tendendo a lei;sappiamo che lei ci appartiene e che noi apparteniamo a lei.

Clarissa Pinkola Estès @