Basta!!!!!!!!


Basta con questa rabbia che mi uccide
per non essere abbastanza forte.
Basta con quei gridi che salgono al cielo
da corpi di donna violata.
Basta con il volto di una lei che piange
tra le mie mani e le lacrime al suolo
scendono come gocce di sangue.
Basta con la morte dell’anima
che corpo di donna rende un’automa,
di una bambina che non saprà scoprire
l’amore, che non accenderà i suoi sensi.
Basta con gli occhi truci di un bastardo
che non s’abbasseranno davanti
a quelli di colei che più luce non avranno
ma che per strada incontreranno.
Basta, mille volte basta, eternamente basta.
Basta con l’ipocrisia del perdono seme
di futura violenza.
Basta con il silenzio del dolore taciuto
per pudore, per colpa solo d’essere donna.
Vorrei su quella piazza centomila donne
che gridino basta e il loro grido
squassi i vetri e le orecchie di coloro
che in un palazzo non vedono ma si fanno vedere.

da “cantiere poesia”

 

Tindari@


Tindari, mite ti so
fra larghi colli pensile sull’acque
dell’isole dolci del dio,
oggi m’assali
e ti chini in cuore.
Salgo vertici aerei precipizi,
assorto al vento dei pini,
e la brigata che lieve m’accompagna
s’allontana nell’aria,
onda di suoni e amore,
e tu mi prendi
da cui male mi trassi
e paure d’ombre e di silenzi,
rifugi di dolcezze un tempo assidue
e morte d’anima.
A te ignota è la terra
ove ogni giorno affondo
e segrete sillabe nutro:
altra luce ti sfoglia sopra i vetri
nella veste notturna,
e gioia non mia riposa
sul tuo grembo.
Aspro è l’esilio,
e la ricerca che chiudevo in te
d’armonia oggi si muta
in ansia precoce di morire;
e ogni amore è schermo alla tristezza,
tacito passo nel buio
dove mi hai posto
amaro pane a rompere.
Tindari serena torna;
soave amico mi desta
che mi sporga nel cielo da una rupe
e io fingo timore a chi non sa
che vento profondo m’ha cercato.

S. Quasimodo*

 

 

 

Lampedusa@


In mezzo al mare
vagabondando nel nulla
denudati e affamati
assetati e ammalati
sprovvisti di identità
e di personalità.
Le speranze perse
nell’orizzonte infinito
le provenienze negate
le origini rinnegate.
Partiti in tanti
ma arrivati in pochi
destinazione sconosciuta
il destino confuso
in una missione impossibile
muoiono e annegano
piangono e urlano..
E poi, c’è Lei,
che raccoglie e seppellisce
accoglie e rianima,
esseri sconosciuti
diventano umani,
restituiti alla società
e poi al mondo crudele

dove la disperazione continua….

 

Blessing Sunday Osuchukwu*–Poeta, scrittore e mediatore interculturale. Nato in Nigeria (Africa occidentale) e risiede in Italia da diversi anni. Autore di tre libri: “Le lacrime degli angeli”, “Le voci silenziose delle anime”, “Il ritorno del volontario”. Fondatore dell’associazione del volontariato “Bless Children’s Foundation”.