Il quadro mai dipinto@


La logica e l’amore hanno fatto un tacito giuramento di sopportazione, nessuno annienta l’altro, basta non incontrarsi mai sullo stesso marciapiede.Non puoi spiegare alla ragione, la passione animale, l’attrazione che incanta e ti infetta ogni punto, il desiderio subliminale che latente e cronico si riacutizza dentro, all’infinito. Non vuoi stare bene, vuoi la febbre dei suoi morsi sul collo, la malattia più sensuale che può prendere un pensiero, un folle delirio di baci, anima e pelle. Chi non ha mai incontrato tutto questo ti dirà che sei folle ma fino all’ultimo tu penserai che il vero folle è chi vede la neve dietro un vetro e non esce a tirar palle alla vita per paura di prendere freddo.
Massimo Bisotti*

Biografia della fame.


Era indubbio, quella gente non sognava il cibo. Perché? Perché non aveva fame. Non aveva mai avuto fame. La mia fame non è da intendersi nel senso più ampio: se fosse stata solo fame di alimenti, forse non sarebbe stata così grave. Ma esiste una fame che è solo di cibo? Esiste una fame del ventre che non sia indizio di una fame più generalizzata? Per fame, intendo quel buco spaventoso di tutto l’essere, quel vuoto che attanaglia, quell’aspirazione non tanto all’utopica pienezza quanto alla semplice realtà: là dove non c’è niente, imploro che vi sia qualcosa. 

Amélie Nothomb@