E sorrido….


E sorrido. Sorrido per ogni “grazie” non ricevuto, per ogni mano che non mi viene tesa, per ogni abbraccio che mi viene negato. Sorrido ad ogni colpo che mi viene inflitto, a chi mi volta le spalle, ai falsi amici. Io sorrido sempre… magari uno di questi giorni trovo anche chi è capace di regalarlo a me un sorriso.

M. Cannatella@

 

 

Monica Cannatella


Vuoi una prova di coraggio? Io te la do tutti i santi giorni la prova del mio! Sono coraggiosa quando dico che va tutto bene e cosi non è. Sono coraggiosa quando non so cosa fare e dico di avere la soluzione per non spaventarti. Sono coraggiosa quando dico di non aver paura mentre in realtà sono terrorizzata. Sono coraggiosa quando rido e non avrei motivo. Sono coraggiosa quando riesco a guardarti negli occhi e l’unica cosa che riesco a farti leggere è “sono felice” mentre non lo sono affatto. Sono coraggiosa quando riesco a trovare il “coraggio” che non ho mai avuto.

 

La Sicilia è difficile.@


“La Sicilia è difficile.Lacera persone e sentimenti e invade chi, per nascita o per scelta, si lega a lei. La Sicilia è difficile. La sua arretratezza sociale ed economica è una lunga distanza geografica e mentale che la spinge lontano dall’Europa. La Sicilia è crudele. Le atrocità della mafia sono un marchio d’orrore che tutti i siciliani si portano appresso come il numero impresso sulla carne degli ebrei dei lager. Non si può cancellare. La Sicilia è bellissima e dura col suo sole titanico e tirannico, la sua luce violenta, il suo mare che dipinge e colora l’aria e la rinfresca. Bellissima e morbida nelle sue lente sere odorose, ridondanti di brezze lievi e vestiti leggeri e di chiacchiere indolenti, di luci lungo le coste, di cibi sensuali. La Sicilia è scomoda, ma viverla è possibile con orgoglio antico e altero. C’è chi crede che questa terra possa crescere e diventare moderna, civile ed economicamente evoluta senza perdere però le sue suggestioni, il suo fascino, la sua cultura. C’è chi lavora perché ciò accada. …dedicato a loro. Ai siciliani che crescono.”
LEONARDO SCIASCIA*

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