Stephen King@


Così metteva in fila i suoi dolori, ordinati come gocce di sangue freddo sulla lama dopo un taglio, e sparava, sparava a quei dolori come se uccidesse, dentro di lei , sparava quei dolori come si spara all’assassino di un padre o di una madre. Ma lei era figlia di se stessa, si era cresciuta da sola, e da sola sapeva rinascere, era l’arma di se stessa, era il colpo che ammazzava il dolore prima che diventasse importante.

 

 

 

 

Susanna Casciani@


Lo ami ancora allora?
No, veramente no.
Il fatto è che se mi ritorna in mente, le volte in cui accade, ha ancora il potere di trasformare una giornata tranquilla come tante altre in una giornata di merda.
Tutto qui. Non è amore, non è malinconia, non è tristezza, non è mancanza. E’ la reazione naturale di una che amava e poi, per forza di cose, ha imparato a non amare più.