Marcel Proust.@


Vedevo d’improvviso una nuova faccia dell’Abitudine. Fino a quel momento l’avevo considerata soprattutto come un potere distruttivo che sopprime l’originalità e addirittura la coscienza delle percezioni; ora la vedevo come una divinità temibile, così inchiodata a noi, con il suo viso insignificante così conflitto nel nostro cuore che se si stacca da noi, se ci volge le spalle, questa divinità che quasi non distinguevamo, ci infligge sofferenze più terribili di qualsiasi altra e allora diventa crudele come la morte.

 

 

 

“Va’ dove ti porta il cuore”


I ricordi tristi sonnecchiano per tanto tempo in una delle innumerevoli caverne del ricordo, stanno li anche per anni. Per decenni, per tutta una vita. Poi, un bel giorno, tornano in superficie, il dolore che li aveva accompagnati è di nuovo presente, intenso e pungente come lo era quel giorno di tanti anni fa.

— Susanna Tamaro –
 
 
 
 
 

Nessuno dovrebbe avere mai paura di perdermi.


“Nessuno dovrebbe avere mai paura di perdermi. Ci metto tanto, tanto, tanto tempo a interessarmi a qualcuno, a volergli bene, ad amarlo, ma quando lo faccio non sono una che smette i sentimenti. D’altra parte, quando sono uscita dalla vita di qualcuno, è sempre stato perché mi hanno mandata via, non perché io me ne sono andata. Io non so andare via, non lo so fare..”

Susanna Casciani@

 

 

Non gli ho mai chiesto di essere gentile con me.


Non gli ho mai chiesto di essere gentile con me, o delicato. Mi sono sempre mostrata più forte di quello che sono realmente, per non fargli pensare che un giorno avrei iniziato a dipendere da lui.
Ogni volta in cui mi protegge io mi arrabbio.
Quando attraversiamo la strada lui mi prende per mano e mi dice che devo stare attenta, che sono troppo distratta.
Prima di accendere il motore controlla sempre che abbia la cintura.
Se esco con i capelli bagnati mi rimprovera, perché “poi ti ammali!”, quasi come una mamma premurosa.
E io non lo sopporto, davvero, e ci litigo.
Ma che vuoi? Cosa vuoi? Lo so io come si attraversa la strada. E se voglio uscire con i capelli bagnati ci esco.
Poi mi dice di non esagerare con il vino e con le sigarette, e io gli urlo contro di tutto, gli urlo che la deve smettere di preoccuparsi, che non lo sopporto.
Non lo sopporto.
E il giorno in cui smetterà di proteggermi dal freddo, da me stessa, dai momenti in cui mi sento soffocare, io ne morirò.
Lui mi protegge dal mondo e non sa che l’unico che potrebbe davvero distruggermi è soltanto lui.

Susanna Casciani@