Amabili resti.


Allora facemmo l’amore. Lo facemmo prima nella doccia e poi sul letto, sotto le lucine e le stelle fosforescenti. Dopo, mentre lui riposava, lo baciai lungo la spina dorsale e benedii ogni groviglio di muscoli, ogni neo e ogni macchia. 
«Non andartene» disse lui, e mentre le gemme scintillanti dei suoi occhi si chiudevano udii il fiato corto del suo sonno.

Alice Sebold.

 

 

 

 

 

 

Osho.@


E ricorda, se una cosa fa male, vuol dire che qualcosa dentro di te è stato represso. Quindi, invece di evitare il dolore, entraci dentro. Lascia che faccia terribilmente male. Lascia che faccia male completamente, così la ferita è totalmente esposta. Quando è del tutto esposta , la ferita comincia a guarire. Se eviti questi spazi un cui senti dolore, rimarranno dentro di te e ti ci imbatterai di continuo.

 

 

Achille piè veloce.


Hai un nome a cui rispondi, il nome con cui ti chiamano gli uomini. Ma qual è il nome del tuo mistero, il nome a cui rispondono i tuoi ricordi, le tue paure, la tua ispirazione? Credi che ci sia una parola che può descrivere tutto questo? Non c’è: se ci fosse, sarebbe il nome del tuo buio… Quanti libri nascosti nel silenzio di chi vive immobile, muto, cieco. Avresti mai detto che dietro una brutta copertina, in una testa così mal costruita ci fosse l’ordine e il disordine di una storia? Non ci accorgiamo mai che c’è una pagina nel libro che non riusciamo a capire, la più bianca, la più inutile, che è invece quella per cui tutto è stato scritto. Perché non riusciamo a vederla?

Stefano Benni.

 

 

 

Aveva la tempesta dentro e nessuno lo notava.


Era strana, o forse era solo diversa dalle altre persone. Era una di quelle persone che non parlava, che provava a stare accanto a tutti, ma non a sé stessa. Che aiutava tutti ma non si permetteva di chiedere aiuto e nessuno ha mai capito il perché. Dentro di lei c’era di tutto, la rabbia, l’odio, l’amore, la tristezza, il sollievo, i pensieri, le parole, le melodie, il mare, l’oceano, il cielo di primavera, la poesia, la felicità, aveva di tutto, ma nessuno riusciva a vederlo. Era un vulcano inesploso, dentro aveva di tutto, dentro aveva l’universo ma nessuno lo sapeva.

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