“Il gioco dell’angelo”


L’invidia è la religione dei mediocri:
Li consola, risponde alle inquietudini che li divorano e, in ultima istanza, imputridisce le loro anime e consente di giustificare la loro grettezza e la loro avidità fino a credere che siano virtù e che le porte del cielo si spalancheranno solo per gli infelici come loro, che attraversano la vita senza lasciare altra traccia se non i loro sleali tentativi di sminuire gli altri e di escludere, e se possibile distruggere, chi , per il semplice fatto di esistere e di essere ciò che è, mette in risalto la loro povertà di spirito, di mente e di fegato. Fortunato colui al quale latrano i cretini, perchè la sua anima non apparterrà mai a loro.

Carlos Ruiz Zafòn*

 

 

Uno nessuno centomila@


Vedere le cose con occhi che non potevano sapere come altri occhi intanto le vedevano. Parlare per non intendersi. Non valeva più nulla essere per sé qualche cosa. E nulla più era vero, se nessuna cosa per sé era vera. Ciascuno per suo conto l’assumeva come tale e se ne appropriava per riempire comunque la sua solitudine e far consistere in qualche modo, giorno per giorno, la sua vita.

Luigi Pirandello

Tropico del Cancro.


Un’occhiata a quella ferita scura, mai richiusa, e mi si apre nel cervello un abisso profondo: tutte le immagini e i ricordi laboriosamente o distrattamente scelti, etichettati, documentati, archiviati, sigillati e bollati erompono a casaccio come formiche che escono dal cretto di un muro; il mondo cessa di girare, il tempo si arresta, il nesso medesimo dei miei sogni si rompe e si dissolve e mi si versano le budella in una gran foga schizofrenica, un’evacuazione che mi lascia faccia a faccia con l’Assoluto. 

Henry Miller*

 

Mattatoio n. 5.@


E alla moglie di Lot, naturalmente, fu detto di non voltarsi indietro a guardare il luogo dove prima c’era quella gente con le sue case. Lei invece guardò, e per questo io la amo: perché fu un atto tanto umano.  E così fu trasformata in un pilastro di sale. Così va la vita. 
Non è previsto che la gente si guardi indietro. Io non lo farò certo più.
Ora ho finito il mio libro di guerra. Il prossimo che scriverò sarà divertente. 
Questo è un fallimento, e doveva esserlo, dato che è stato scritto da un pilastro di sale.  

Kurt Vonnegut*

foto: Il vero Mattatoio n. 5 di Dresda dove lo scrittore era stato rinchiuso come prigioniero di guerra.