Rauda Jamis@


La tua sessualità è ambigua, si legge nei tuoi quadri», a volte mi è stato detto. Credo che alludessero alle opere in cui il mio viso ha tratti mascolini, o ad alcuni particolari: in un tale quadro, to’, c’è una lumaca, simbolo di ermafroditismo… Ah, sì, e i miei eterni “baffi”! A questo proposito, devo confessarlo: è una storia con Diego. Una volta mi sono azzardata a depilarli, ed è andato su tutte le furie. A Diego piacciono i miei baffi, segno di distinzione, nell’ Ottocento, delle donne della borghesia messicana che in al modo stentavano le loro origini spagnole (l’indio, si sa, è imberbe). Credo che l’individuo sia molteplice: un uomo porta il segno della femminilità; una donna porta l’elemento uomo; entrambi portano in sé il figlio

dipinto: Frida Kahlo, Due nudi nella foresta, 1939

 

Il libro dell’inquietudine@


Se sollevavo dai libri i miei occhi stanchi, o se dai miei pensieri sviavo la mia perturbata attenzione verso il mondo esterno, vedevo soltanto una cosa, che mi smentiva ogni utilità di leggere e pensare, strappandomi ad uno ad uno tutti i petali dell’idea dello sforzo: l’infinita complessità delle cose…
Fernando Pessoa*