Tropico del Cancro.


Amo tutto ciò che scorre, tutto ciò che ha in sé tempo e divenire, che ci riporta al principio dove non c’è mai fine: la violenza dei profeti, l’oscenità che è estasi, la saggezza del fanatico, il prete con la sua gommosa litania, le parole sozze della puttana, lo sputo portato via nella fogna, il latte della mammella e l’amaro miele che si riversa dall’utero, tutto ciò che è fluido, fuso, dissoluto e dissolvente, tutto il pus e il sudiciume che scorrendo si purifica, che perde il suo senso originario, che fa il grande circuito verso la morte e la dissoluzione. Il grande desiderio incestuoso è scorrere all’unisono col tempo, fondere la grande immagine dell’aldilà con quella dell’hic et nunc. Un desiderio fatuo, suicida, reso stitico dalle parole e paralizzato dal pensiero.

Henry Miller*

 

Zio Petros e la congettura di Goldbach.@


Al mondo non c’è mai nulla di veramente nuovo – men che meno i grandi drammi dello spirito umano. Anche quando uno di essi sembra originale, a un esame più attento ci si accorge che è già andato in scena prima, naturalmente con protagonisti differenti, e magari con molte varianti. Ma il tema principale, la premessa fondamentale, è la solita vecchia storia.

Apostolos Doxiadis*