Sbarcare il lunario.


Mi rivedo come un enigma, teatro di inesplicabili tumulti, una specie di creatura senza peso, dagli occhi selvatici, forse un po’ pazzoide, preda di disperati desideri, dietrofront repentini, deliri e pensieri alati. Se qualcuno mi prendeva per il verso giusto, potevo mostrarmi aperto, affascinante, positivamente socievole. Altrimenti ero umbratile, taciturno, quasi assente. Credevo in me, e nel contempo non avevo fiducia in me. Ero sfrontato e timido, disinvolto e goffo, determinato e impulsivo: un monumento mobile e parlante allo spirito di contraddizione. La mia vita era appena cominciata, e già mi muovevo simultaneamente in due direzioni. Non lo sapevo ancora, ma per arrivare a una meta avrei dovuto faticare il doppio di chiunque altro.

 Paul Auster

 

Il dottor Zivago@


E’ una malattia di questi ultimi tempi. Credo che le cause siano d’origine morale. Alla gran maggioranza di noi si richiede un’ipocrisia costante, eretta a sistema. Ma non si può, senza conseguenze, mostrarsi ogni giorno diversi da quello che ci si sente: sacrificarsi per ciò che non si ama, rallegrarsi di ciò che ci rende infelici. Il sistema nervoso non è un vuoto suono o un’invenzione. La nostra anima occupa un posto nello spazio e sta dentro di noi come i denti nella bocca. Non si può impunemente violentarla all’infinito.

Boris Pasternak*

 

 

 

Chiedo silenzio@


Ora, lasciatemi tranquillo
Ora, abituatevi senza di me.
Io chiuderò gli occhi.
E voglio solo cinque cose,
cinque radici preferite.
Uno è l’amore senza fine.
La seconda è vedere l’autunno.
Non posso vivere senza vedere che le foglie
volino e tornino alla terra.
La terza è il grave inverno,
la pioggia che ho amato, la carezza
del fuoco nel freddo silvestre.
La quarta cosa è l’estate
rotonda come un’anguria.
La quinta cosa sono i tuoi occhi.
Matilde mia, bene amata,
non voglio dormire senza i tuoi occhi,
non voglio esistere senza che tu mi guardi:
io muto la primavera
perché tu continui a guardarmi.
Amici, questo è ciò che voglio,
È quasi nulla e quasi tutto.

Pablo Neruda*
 
 
 

Tutto succede per una ragione.


Tutto succede per una ragione…A volte ci accorgiamo che le persone che sono entrate nella nostra vita dovevano essere lì per insegnarci una lezione, aiutarci a trovare noi stessi o come diventare noi stessi. A volte ci succedono cose che al momento ci sembrano dolorose e ingiuste, però a posteriori ci riflettiamo, comprendiamo che se non avessimo superato quegli ostacoli non avremo potuto dar valore al nostro potenziale, alla nostra forza, alla nostra volontà e al nostro cuore. Tutto accade per una ragione, niente capita per caso o per buona fortuna. Tristezza, dolori, amori finiti, momenti perduti di vera grandezza o di stupidità accadono per provare o ampliare i limiti della nostra anima. Senza queste prove la vita sarebbe una strada lineare, piatta e liscia, insomma troppo “perfetta” verso nessuna destinazione. Le persone che incontriamo hanno un effetto nella nostra vita. I successi e i fallimenti che proviamo creano chi siamo e le esperienze negative hanno qualcosa da insegnarci infatti, probabilmente, sono le più importanti. Se qualcuno/a ci ama e/o ci vuole bene, amiamolo/a incondizionatamente non solo perchè ama e/o vuole bene anche a noi ma perchè ci sta insegnando ad amare ed aprire il cuore e gli occhi alle piccole cose. Facciamo che ogni attimo non sia sprecato, apprezziamo ogni momento e impariamo tutto ciò che possiamo da esso perchè non si ripeterà più. Permettiamoci di innamorarci ogni giorno della vita, liberiamoci e eleviamo le nostre aspettative, le nostre amicizie, la nostra anima. Crediamo in noi stessi perchè se noi non crediamo in noi stessi, nessuno crederà in noi.

web*

 

Ti amerei..


Ti amerei nel vento
Sotto il cielo terso in primavera
Tra la dolcezza delle rose…

Ti amerei nel canto degli uccelli
All’ombra della vegetazione
Sulle pietra calda e nuda
Sotto il solo bruciante,

Nella frescura dell’erba
E con il canto degli insetti..
Ti amerei il giorno e la notte,
Nella calma e nella tempesta

Sotto le stelle che brillano
Sotto la rugiada della notte
E la mattina all’alba
Con il sorriso e con le lacrima,

Ti amerei con tutte le mie forze…

Percy Bysshe Shelley*

 

 

Altrove


Applico alla vita i puntini di sospensione che nell’incosciente non c’è negazione un ultimo sguardo commosso all’arredamento e chi si è visto, s’è visto .
Svincolarsi dalle convinzioni  dalle pose e dalle posizioni.. lascio che le cose  mi portino altrove , altrove !
 Morgan*