DANIEL PENNAC*


A nascere son buoni tutti! Persino io sono nato! Ma poi bisogna divenire! Divenire! Crescere, aumentare, svilupparsi, ingrossare (senza gonfiare), accettare i mutamenti (ma non le mutazioni), maturare (senza avvizzire), evolvere (e valutare), progredire (senza rimbambire), durare (senza vegetare), invecchiare (senza troppo ringiovanire), e morire senza protestare, per finire… un programma enorme, una vigilanza continua… perché a ogni età l’età si ribella contro l’età, sai! E se fosse solo questione di età… ma c’è anche il contesto.

 

 

Miti e leggende siciliane*


L’origine del nome  Sicilia.

Il nome dell’isola è nato da quello di Sicilia, una principessa bellissima, che era costretta dal fato a lasciare la propria terra natia per sfuggire al mostruoso Greco-levante, che voleva divorarla. Non appena compì quindici anni, come era stato previsto dal suo destino, i suoi genitori, addoloratissimi, la posero in una barchetta e la affidarono alle onde. La povera Sicilia rischiò di morire di fame e di freddo, ma finalmente approdò in un’isola deserta, ma piena di fiori e di frutti.

All’improvviso vide spuntare accanto a sé un bellissimo giovane, il quale le spiegò che la peste aveva ucciso tutti gli abitanti. Le offrì tanto amore e le propose di ripopolare, assieme a lui, questa terra meravigliosa.

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Miti e leggende siciliane*


 

Il popolo siciliano ha sempre creduto che la loro isola fosse un dono fatto da Dio al mondo in un momento di suprema letizia, l’equivalente di un diamante posto da Dio nel mezzo del mare per la felicità del mondo.

Tre ninfe, che vagavano per il mare prendendo dalle parti più fertili del mondo un pugno di terra e sassolini, raccogliendo i più bei fiori e frutti di tutto il mondo, che raccoglievano nei loro grembiuli. Scelsero il cielo più limpido ed azzurro del mondo per realizzare il loro angolo di paradiso. Si posero a distanza e, da tre punti, gettarono il loro pugno di terra nel mare, e vi lasciarono cadere i fiori e i frutti. Il mare, al loro apparire, si solidificò; dalle onde emerse una terra  profumata dai mille colori.

I tre vertici del triangolo, dove le tre bellissime ninfe avevano iniziato la loro danza, divennero i tre promontori estremi della nuova isola, che fu chiamata Trinacria, cioè la terra dalle tre punte.

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ROTOLO DI PATATE FARCITO CON FUNGHI*


Ingredienti per 4 persone: 600 g patate, 200 g di farina bianca, 1 uovo, 100 g di prosciutto cotto a fette, 150 g ricotta, 250 g di funghi misti, 1 spicchio di aglio, olio, prezzemolo, burro, parmigiano grattugiato, sale e pepe. Un tovagliolo bianco.

Lavate le patate e lessatele con la buccia. 

Rosolate i funghi in padella con olio, aglio, prezzemolo e sale; tritateli. Sbucciate le patate quando saranno tiepide e schiacciatele con lo schiacciapatate. Mescolatele con la farina bianca, l’uovo sbattuto e un po’ di sale. Impastate bene per ottenere un impasto soffice ed elastico. Disponete sulla spianatoia un tovagliolo bianco infarinato, stendetevi l’impasto dandogli una forma rettangolare, alto 1 cm. Mescolate la ricotta con un pizzico di sale e di pepe; spalmatela sull’impasto, coprite con i funghi tritati e infine con le fette di prosciutto.

Arrotolate l’impasto senza farlo rompere, dandogli la forma di un grosso salsicciotto. Arrotolatevi il tovagliolo intorno e fermatene le estremità con spago da cucina. Lessate il rotolo in una grossa pentola in acqua bollente per mezz’ora. Lasciatelo intiepidire. Accendete il forno a 180°c. Tagliate il rotolo a fette spesse 2 cm. Nella pirofila distribuite qualche fiocchetto di burro e un po’ di formaggio grattugiato; disponetevi le fette del rotolo (in un solo strato); copritele con altro burro e altro parmigiano grattugiato. Infornate per 15-20 minuti.

E buon appetito*