N. 84


E io sono Maria,
mia piccola bimba,
e non sono scomparsa.
Mi cerchino pure,
io sono nel cuore.
Non sono scomparsa
e nemmeno dispersa,
non sono fuggita.
Io sono la brezza leggera
del marinaio che rientra,
mia piccola bimba,
sono diventata coscienza
che non si può toccare.
Per chi mi vuole
io sono la libertà,
per chi mi cerca
io sono giustizia.
Nessuno m’ha ucciso,
mia piccola bimba,
io sono un’idea,
un’umile idea
che fa grande
il lungo cammino dei giusti.

dedicata a Maria Fresu,  vittima della strage del 2 Agosto 1980 alla stazione di Bologna della quale non fu trovato nemmeno il corpo, letteralmente polverizzato dall’esplosione

Web*

 

Non dedicarmi troppo tempo…..


Non dedicarmi troppo tempo, non pormi tante domande.Non sfiorare la mia mano<con i tuoi occhi buoni, fedeli.Non seguirmi in primavera lungo le pozzanghere.

Lo so una volta ancora, nulla verrà fuori da questo incontro.Forse pensi  è per superbia che non mi vuole amico. Non la superbia, l’amarezza tiene così alta la mia testa.

Bella Achmadulina*

 

 

BELLA ACHMADULINA*

 

Lettera*


Se un giorno ci venisse in mente di incontrarci…
( cosa di cui in fondo dubito)
allora per amor di Dio scegliamo un luogo
in cui nessuno di noi è mai stato prima.
Una qualche isola in disparte nell’ Egeo
o una spiaggia nei pressi di Alessandria.

Un posto dove i giardini notturni non ci portino
subito a vedere noi stessi
come fantasmi, dove la gente scorgendoci
non finisca per pensare
a chi è morto dopo il nostro ultimo incontro
e dove non compariamo nelle loro storie

Potremo passare la notte insieme
a bere, a parlare di nulla
e magari remare sul mare al chiaro di luna
e se non ci venisse in mente di annegarci
potremo separarci prima dell’ alba
felici, prima di essere tornati sobri.

Se dunque esiste un posto così
( cosa di cui come ho detto dubito)
un posto in cui persino certi tardi sprazzi di sole
e i profumi di certi alberi notturni
di tanto in tanto non ci ricordino che abbiamo provato
tutto questo tante volte prima, senza successo.

Oppure lasciamo perdere l’idea di incontrarci.

HENRIK NORDBRANDT*

 

E. A.Poe


Mi hanno chiamato folle; ma non è ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell’intelletto, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione della mente a spese dell’intelletto in generale.

 

Charles Bukowski


Ma c’è un vecchio proverbio secondo cui la conoscenza che non viene seguita dall’azione è peggio dell’ignoranza. perché se tiri a indovinare e non ci prendi puoi sempre dire, merda, gli dei mi sono avversi. Ma se sai e non fai, vuol dire che in testa hai soffitte e anticamere buie da percorrere avanti e indietro e a cui pensare. Non è mica una cosa sana, produce serate noiose, un eccesso d’alcool e seghe.

 

 

E’ una vita che ti aspetto@


Come potrei convincerti che saprò amarti se non sapessi amare me stesso? Come potrei renderti felice se non potessi rendere felice me stesso? Da questo momento mi tolgo ogni armatura, ogni protezione. Con questo non ti sto dicendo “viviamo insieme”. Ti sto dicendo “Viviamo”. Punto. Non sono innamorato di te… Io ti amo. Per questo sono sicuro. Nell’amare ci può anche essere una fase di innamoramento, ma non sempre nell’innamoramento c’è vero amore. Io ti amo. Come non ho mai amato nessuno prima. E sono anche innamorato di te.

 

“Scacce” ragusane


La “scàccia” è un piatto tipico della zona degli Iblei, in particolare della provincia di Ragusa, è un tipo di focaccia ripiena.

Ingredienti
Per la pasta:
500 gr. di farina di grano duro
250 gr. di acqua
1/2 cubetto di lievito di birra 
sale e olio q.b.

Per il ripieno:
700 gr. di passata rustica 70 gr. di olio, 1 spicchio di aglio sale e zucchero q.b.
basilico fresco a foglia larga caciocavallo ragusano stagionato grattugiato>caciocavallo ragusano semi-stagionato a scaglie di caciotta fresca ragusana a pezzetti.

Preparazione

IMPASTO:

Mettere in una terrina  acqua, olio, sale e lievito  Aggiungere la farina e impastare 5 minuti 

Lavorare la pasta un po con le mani e formare 3 panetti uguali. Ogni panetto dovrà essere spianato con il mattarello fino a diventare sottilissimo, quasi trasparente. SUGO:

Mettere in un pentolino  olio e aglio intero e rosolare,aggiungere la passata e qualche foglia di basilico, aggiustare di sale e zucchero e cuocere circa 10 min.  

Ultimata la cottura, fare raffreddare il sugo in una ciotola e aggiungere abbondante basilico a crudo. Quando il sugo è completamente freddo, aggiungere i formaggi a pezzi.

Per ciascuno dei 3 dischi di pasta procedere come segue:

1) ungersi le mani e con quelle ungere l’intera superficie della pasta

2) cospargere la pasta con il sugo e spolverare con il cacio grattugiato

3) piegare due laterali della pasta fino a fare toccare appena i due lembi (la pasta avrà la forma di un rettangolo con i lati corti tondi)

4) fare un altro strato di sugo e cacio grattugiato e ripiegare un solo lato per circa 1/3 della lunghezza totale [ora avremo la forma di un rettangolo con 1 solo lato rotondo]

5) di nuovo sugo e cacio

6) ripiegare la parte già piegata prima per un altro terzo della lunghezza [ora abbiamo la forma di un quadrato, però da un lato di esso fuoriesce ancora una mezzaluna di pasta]

7) di nuovo sugo e cacio

8 ) ripiegare il pezzo di pasta a mezzaluna verso l’nterno per chiudere la scaccia.

Cuocere in forno a temperatura massima per circa 20 mine buon appetito .