Imparerai…


Dopo un certo tempo imparerai la differenza tra dare la mano e soccorrere un’anima e imparerai che amare non significa appoggiarsi e che compagnia non sempre significa sicurezza.
Inizierai ad imparare che i baci non son contratti, né omaggi, né promesse.
Inizierai ad accettare le tue sconfitte a testa eretta, guardando dritto davanti a te, con l’allegria di un adulto e non con la tristezza di un bambino. 
Accetterai, inoltre, che le persone buone qualche volta ti possano ferire e dovrai perdonarle.
Imparerai che parlare può alleviare i dolori dell’anima.
Scoprirai che son necessari anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla e che tu pure potrai fare cose di cui ti pentirai per il resto della tua vita. 
Imparerai che le vere amicizie vanno crescendo nonostante le distanze. 
Ti renderai conto che potrai passare bei momenti con il tuo miglior amico facendo qualsiasi cosa oppure nulla, solo per il piacere di sfruttare la sua compagnia.
Scoprirai che molte volte solo sfiori le persone che ti importano di più e pertanto dobbiamo sempre dir loro che le amiamo, in quanto mai saremo sicuri di quando sarà l’ultima volta che li vedremo. 
Scoprirai che certe volte la persona che tu ti aspetti ti possa schiacciare quando cadi, forse sia una delle poche che ti aiutano ad alzarti. 
Scoprirai che solo perché qualcuno non ti ama nel modo che vorresti, non significa che non ti ami con tutto ciò che può, in quanto ci sono persone che ci amano ma non sanno come dimostrarlo. 
Imparerai che non importa in quante parti il tuo cuore fu diviso, il mondo non si arresta perché lo si ripari.
Imparerai che il tempo non è qualcosa che può ritornare, pertanto devi coltivare il tuo giardino e decorare la tua anima invece di aspettare che qualcuno ti porti fiori. 
Allora saprai realmente di poter sopportare, che sei forte e potrai andare molto più lontano di quello che avresti pensato quando credevi di non farcela. 
È che realmente la vita vale quando si hanno il valore e il coraggio di affrontarla.”

William Shakespeare

 

 

La bambina che amava Tom Gordon


Io non credo in nessun Dio veramente pensante che prende nota della caduta di ogni uccello in Australia e ogni insetto in India, un Dio che registra tutti i nostri peccati in un librone d’oro e ci giudica quando moriamo… non voglio credere in un Dio che crei volontariamente persone cattive e poi volontariamente le spedisca ad arrostire nell’inferno che ha creato lui. Questo no. Però credo che ci debba essere qualcosa. …

Stephen King*

Immagine

 

 

 

Serena Santorelli


E piangi quando hai voglia di piangere!
Che tu sia uomo o donna, piccolo o cresciuto, noto o sconosciuto.
Piangi con coraggio..
a costo di essere chiamato fragile. 
Ridi con gusto..
a costo di essere chiamato sciocco. 
Indignati con fervore!
A costo di essere chiamato pazzo.
Ama senza riserve. 
Ricorda che tutto l’amore che non dai e tieni per te, è amore senza senso.
Rifiuta le cose che ti fanno soffrire ed esprimi sempre la tua opinione.
Emozionati. 
A chi ti dice che non puoi vivere di sogni, rispondi che nessuno è mai morto perché sognava troppo. 
Rischia, qualunque sia lo scotto,
perché niente ti costerebbe di più di una vita spesa a preservare l’immagine, l’apparenza, l’orgoglio.
C’è solo un prezzo che non devi mai pagare. 
Quello che offende la tua dignità. 
Poi, stai pure sereno, perché quando sarai morto diranno di te soltanto cose belle.

 

 

 

Lo ami ancora????


No, veramente no.Succede, talvolta, che mi ritorni in mente. Può essere a causa di un sogno o di un odore, di un oggetto che tra i miei ricordi è legato a lui. Ad esempio, stamattina, c’era un uomo che aveva il suo stesso taglio di capelli e il suo stesso profumo. Sembrava che l’avesse fatto apposta: doveva esserselo spruzzato addosso una trentina di volte. L’aria sapeva solo di lui e io ho iniziato a trovarlo irritante. Avrei voluto andare lì e dirgli: ma perché non ti fai crescere i capelli? ma perché non ti dai meno profumo di mattina? e perché non ne compri uno nuovo? Ovviamente non ho potuto dire niente, e la mia giornata-da quel momento in poi e improvvisamente diventata una giornata schifosa, invivibile, pesante, noiosa.  

Lo ami ancora allora? No, veramente no. Il fatto è che se mi ritorna in mente, le volte in cui accade, ha ancora il potere di trasformare una giornata tranquilla come tante altre in una giornata di merda. Tutto qui. Non è amore, non è malinconia, non è tristezza, non è mancanza.

E’ la reazione naturale di una che amava e poi, per forza di cose, ha imparato a non amare più.

S.C.@

Chiedo scusa…


Chiedo scusa solo a me stessa adesso, per gli alibi che ti ho creato, scusa al mio stomaco che non ho fatto mangiare, al mio cuore che non ha fatto altro che torturarsi, al mio pc che si è subito tutti gli sfoghi. Alla mia testa che ha rischiato di impazzire. Al sonno che ho perso a pensarti. Ai miei occhi che sono così belli quando non piangono per te. Ai vaffanculo che ho ignorato per starti accanto. Chiedo scusa a me stessa per tutto il male che mi sono fatta solo sperando di farti stare bene.
Chiedo scusa agli amici di sempre, quelli che mi hanno vista inventarmi forte di fronte al mondo e crollare quando c’eri tu. E poi infine chiedo scusa a te per tutto l’Amore che ti ho vomitato addosso ora che me ne vado.
La fine è sempre e solo una: non ne è valsa la pena, nemmeno un pò.

 

La violenza sulle donne :un eccidio perchè non turba quanto dovrebbe??


 

 

Non vorrei che per decidere se si tratti di femminicidio o meno, ci si perda in discussioni inutili, dividendoci come facciamo sempre, ciascuna arroccata nelle sue sicurezze.

Non Ha importanza che nome diamo a questo eccidio. L’importante è trovarsi d’accordo che si tratta di un massacro. E che cerchiamo di capire perché la coscienza sociale non ne sia turbata quanto dovrebbe.

E perché si tenda a considerarlo un evento che riguarda solo il carnefice e la vittima, come se l’intero tessuto sociale non fosse ferito e colpito gravemente da questa carneficina.

Apriamo il giornale con trepidazione ogni mattina, sapendo purtroppo che a giorni alterni, saremo messi di fronte alla notizia di una giovane donna che avendo detto no a suo marito, al suo fidanzato, al suo amante, è stata trucidata. Ieri, oggi, domani. Troppe mani maschili si accaniscono contro le donne «amate», pronte a cacciare loro in corpo decine di coltellate o a strangolarle o a prenderle a forbiciate, per poi gettarle giù da un ponte, dentro un fosso, convinti che nessuno li scoprirà mai.

Alla faccia dell’amore!

Sono bravissimi questi «amanti» poi a recitare la commedia: mostrano ai fotografi una faccia coperta di lacrime, si mettono a disposizione della polizia per cercare la donna sparita, abbracciano mamma e papà per consolarli della grave perdita. Spesso vengono creduti.

Perché a recitare sono bravissimi. Dispongono di una doppia personalità. Si accaniscono sul povero corpo e poi lo piangono con un tale dolore che tutti proviamo pietà.Come è possibile, ci chiediamo, che menta con tanta spudoratezza?

Ma ormai i casi sono talmente frequenti che la polizia va subito a vedere gli alibi dei mariti e dei fidanzati perché quasi sempre è lì che si nasconde il colpevole. Poi vengono fuori le intercettazioni (esecrate dai maneggioni di ogni specie, ma benedette dal cittadino perché si tratta di prove concrete e immediate contro processi che durano lustri), vengono fuori gli esami del sangue, le immagini di qualche video di sorveglianza e scopriamo che sì, è proprio lui l’assassino. Quello che abbiamo visto in un’altra immagine, sorridente accanto all’amata, che ritroviamo fra i parenti, a volte con un bambino in braccio «che gli somiglia come una goccia d’acqua».

Ormai sappiamo che, accanto ai tanti casi certi, perché finiti con la morte di lei, ci sono migliaia di casi che non vengono alla luce, di uomini che perseguitano ossessivamente le donne che dicono di amare, con minacce, inseguimenti, intimidazioni.

Nonostante la rabbia, faccio fatica a pensare che il mondo si sia popolato improvvisamente di assassini che anelano al sangue delle loro donne.

Le spiegazioni sono tante, ma certo hanno a che vedere con il modo in cui la cultura di massa tratta le donne. Con l’incapacità di insegnare ai bambini ad avere rispetto per l’altro. L’idea arcaica che Io ti amo e quindi ti posseggo è ancora moneta corrente e costituisce la base di molti, troppi rapporti sentimentali. L’amore-possesso, quando è posto in discussione dal pensiero autonomo dell’amata,   mette in crisi l’identità stessa dell’amante che per paura, si trasforma in mostro.

Mi rimane la domanda: Perché la coscienza sociale, le nostre coscienze, non sono turbate quanto dovrebbero?

Dacia Maraini*

 

William Shakespeare*


Per tutte le violenze consumate su di Lei,

per tutte le umiliazioni che ha subito,

per il suo corpo che avete sfruttato,

per la sua intelligenza che avete calpestato,

per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,

per la libertà che le avete negato,

per la bocca che le avete tappato,

per le ali che le avete tagliato,

per tutto questo:

in piedi signori, davanti ad una donna.