LUKE RHINEHART*


La deprimente sensazione di camminare in salita per una scala mobile in discesa. “Dove e perchè” come disse una volta il generale Eisenhower “sono fuggite tutte le gioie della vita?” O, come chiese una volta Burt Lancaster: “Perchè le nostre dita divengono insensibili alla grana del legno, al freddo dell’acciaio, al calore del sole, alla carne delle donne?

“L’uomo dei dadi”

 

 

 

 

La fine del mondo e il paese delle meraviglie


Eppure, se avessi potuto ricominciare da capo, ero sicuro che avrei rifatto le stesse identiche cose. Perché quello ero io: quella vita in cui continuavo a perdere tutto. Non avrei potuto fare altro che diventare me stesso, nient’altro che me stesso, con tutte le persone che mi avrebbero lasciato, o che io avrei lasciato, con tutti i bei sentimenti e le magnifiche qualità e i sogni che sarebbero andati distrutti, o perlomeno che avrei dovuto ridimensionare.

Pizzarelle di riso


Ricetta tipicamente messinese

Ingredienti : 

1 Kg. di riso,

1 litro di latte,

1 litro di acqua,

500 gr.di farina,

100 gr. di lievito,

la buccia di 4 arance grattugiata,

zucchero, olio.

Preparazione:

Portate ad ebollizione il litro di latte e il litro di acqua e versatevi il riso. 
Abbassate la fiamma e fate cuocere a fuoco lento, quando il riso avrà assorbito tutto il liquido, toglietelo dal fuoco e versatelo su un piano da lavoro. 
Impastatelo con la farina, il lievito, le scorze d’arancia grattugiate e fatelo lievitare per 3 ore. 
Spianatelo su un tagliere, tagliate i pezzi lunghi quanto un cucchiaino e grossi quanto un dito, friggerle nell’olio bollente passarli su carta assorbente e servire spolverizzate di zucchero.
 

 

 

Mago Merlino


Il mago e chiaroveggente Merlino è uno dei personaggi centrali del ciclo bretone e della letteratura su Re Artù. Fu lui l’artefice della Tavola Rotonda; grazie a un suo incantesimo Artù venne concepito; fu ancora lui ad allevare Artù e condurlo fino all’ascesa al trono.

Sua allieva (e rivale) i fu Morgana (Morgan Le Fay), un altro personaggio magico importante della tradizione arturiana.

Nella letteratura in lingua gaelica vi sono in effetti due diversi personaggi di nome Merlino (Myrddin): uno dei due, Myrddin Wyllt, non ha alcuna relazione specifica con il ciclo di Artù. L’altro, Myrddin Emrys, fu ripreso da Geoffrey of Monmouth, che nella sua Historia Regum Britanniae pose in relazione per la prima volta Merlin con la saga arturiana, di cui Merlinodivenne in seguito uno dei personaggi più importanti.

Se il pubblico moderno conosce Merlino secondo lo stereotipo del “mago buono” con cui viene rappresentato, tra l’altro, da Walt Disney (ne La spada nella roccia), molte fonti medioevali forniscono di questo personaggio un’immagine ben diversa; egli appare inquietante, calcolatore, imperscrutabile, talvolta persino diabolico.

http://it.wikipedia.org/wiki/Mago_Merlino

 

mago merlino

 

Il Conte di Saint Germain*


A Parigi verso la metà del 1700, poco prima della comparsa di Cagliostro, compare improvvisamente nella buona società, un personaggio enigmatico, il conte di Saint-Germain. Viene descritto come un uomo sulla quarantina di grande fascino e bellezza, talmente ricco che veniva chiamato der Wundermann, l’uomo prodigio.

Nelle Memoires scritte da Giacomo Casanova il Conte viene descritto come un uomo eccezionale, capace di tramutare in oro i metalli vili e maestro nell’arte alchemica di fabbricare i diamanti, tanto da usarli come bottoni. Si narra che ne abbia fabbricato uno preziosissimo per Luigi XIV. 
Eppure il suo segreto più grande sarebbe stato l’eterna giovinezza. A chi gli chiedeva quale fosse la sua età rispondeva in modo enigmatico “Ho trecento anni nella mia vita, ne ho duecento per gli amici, no ho cinquanta quando bevo, no ho venticinque con Iside”. Una volta invece rispose di aver conosciuto Gesù Cristo, una millanteria di un cialtrone, un ciarlatano, eppure fornì dettagli tali da lasciare allibiti gli storici, lasciando solo due possibilità, ho aveva veramente vissuto in quell’epoca, o aveva ricevuto informazioni dettagliate ed ininterrotte sulla vita di Gesù..

Altro enigma è il suo paese di nascita, ad Amelia, sorella di Federico II di Hoenzollern disse di venire da un paese che non aveva mai avuto per sovrani uomini di origine straniera.

La teosofa Annie Besant sosteneva che il conte era stato conosciuto in passato con molti altri nomi, nel XIV secolo si faceva chiamare Christian Rosenkreuz, aveva trascorso la sua lunga vita (106 anni) in oriente alla ricerca della saggezza occulta, ed aveva fondato una società segreta chiamata “La fratellanza della Rosa Croce”. Ricomparve successivamente con il nome di Hunyadi, quindi di “Fratello Robert”, nel XVI secolo era noto come Francis Bacon e quindi Saint Germain. Successivamente fu rivisto molte altre volte, ma sembre con lo stesso aspetto. Nel 1765 una vecchia contessa lo incontrò a Bruxelles dopo averlo conosciuto da bambina a Venezia all’inizio del secolo, ma il suo aspetto appariva immutato. Nel 1798 era conosciuto a Vienna come der Amerikaner, per il suo lungo soggiorno in America. Poi nel 1835 un certo Oettinger gli parlò a lungo in Francia, nel 1837 si trovava a Parigi e si faceva chiamare marchese di Kergouet. Infine nel 1939 un aviatore americano incontrò un uomo in una lamasseria Tibetana che sosteneva di essere il Conte di Saint Germain e gli avrebbe annunciato il suo imminente ritorno.

Quante di queste testimonianze siano attendibili è difficile dirlo, sicuramente l’alone di mistero che circonda la figura del Conte di Saint Germain ha alimentato la fantasia, eppure, se realmente Christian Rosenkreuz e Saint Germain fossero la stessa persona ci potrebbero essere motivi per ritenere che il segreto dell’eterna giovinezza sia tuttora ben custodito da un affascinante uomo dell’età apparente di quarant’anni.

Il mistero del Conte e’ stato gonfiato da vari libellisti anche dopo la sua morte. Già una settimana dopo, si racconta, quando al principe Carlo di Assia Cassel, tornato da una lunga assenza al castello, fece aprire la tomba per rendere l’ultimo saluto al suo ospite, il cadavere di Saint-Germain non si trovo’. Non solo, ma nel 1789, la Contessa d’Adhemar avrebbe visto il Conte in una chiesa di Parigi, mentre infuriava la rivoluzione, dopo che lui stesso le aveva mandato un biglietto in cui era scritto, fra l’altro, “tutti i miei sforzi per salvare la monarchia francese sono stati vani”. Questa tesi e’ legata all’altra, piu’ nota, anche se fantasiosa, che voleva Cagliostro allievo di Saint-Germain dal punto di vista iniziatico, ma di idee diametralmente opposte in politica.

Anche a Roma, ogni Natale, a mezzogiorno, c’e’ chi giura che il Conte di Saint Germain appaia sul Pincio, tranquillamente seduto su una panchina ad attendere i suoi seguaci.

 

M.Mazzantini *


Come gli manca uno sguardo così.
Se non lo conosci vivacchi e non ti manca.
Ma se una s t r o n z a ti ha posato addosso quelle ali lì, ti ha fatto sentire l’eroe di una sceneggiatura temeraria, rimani tutta la vita un mendicante che va in giro a cercare quelle palpebre che si aprono solo per guardarti e si chiudono per imprigionarti.

 

“Nessuno si salva da solo.”