Sapori e saperi della Sicilia


A faviata du lardarolu

Ingredienti:

– 1 kg di fave secche,
– 200 gr di lardo,
– 500 gr di salsiccia,
– 500 gr di cavolicelli,
– 200 gr di finocchietti selvatici,
– una cipolla tritata,
– un rametto di menta,
– pepe.

La sera prima si mettono metto a bagno un chilogrammo di fave secche ed il giorno dopo si sistemano in una pentola capiente, insieme a 200 gr di lardo, 500 gr di salsiccia, 500 gr di cavolicelli, 200 gr di finocchietti selvatici, una cipolla tritata, un rametto di menta ed un pizzico abbondante di pepe, e si fanno cuocere per circa un’ora a fuoco lento con il coperchio.

Viene servito con dadini di pane di casa indurito.

 

Faviata du lardarolu -- foto: Vincenzo Raneri

 

Le castagnole*


Le castagnole: piccole come castagne, dal soffice interno e buone sia semplici che ripiene… sono le amatissime castagnole di Carnevale. Ecco come prepararle!

Descrizione

Le castagnole: frittelle di tipiche del Lazio e Romagna, piccole come castagne, dal soffice interno e veloci da preparare, le castagnole sono famosissime e gustate in molte regioni d’Italia anche se con nomi differenti e con piccole variazioni di ingredienti. Poco si sa sulla loro provenienza, ma è certo che sono un dolce tipico di Carnevale e che sono ottime sia semplici, che con il ripieno. Ecco la loro ricetta.

Ingredienti:
300 g di farina 00
50 g di zucchero semolato
70 g di burro fuso
2 uova
1 bicchierino di rum (se ci sono bambini, può essere sostituito con il latte 
1/2 bustina di lievito in polvere 
1 pizzico di sale
farina per la spianatoia q.b.
Per friggere: olio di arachide o extravergine di oliva q.b.

 

Preparazione delle castagnole:
in una terrina setacciare la farina 00 con il lievito. Rompete al centro le uova intere, aggiungete il burro fuso, il rum, lo zucchero e un pizzico di sale. Amalgamare per bene gli ingredienti e trasferire il composto su di una spianatoia ben infarinata. Lavorare con le mani fino ad averlo liscio e omogeneo. Staccare un pezzetto di pasta e arrotolarlo con le mani, formando un cordoncino di circa 1 cm di diametro, quindi tagliare a pezzi regolari. Se volete, lavorate con le mani ogni pezzetto di pasta per ottenere delle palline. Mettere sul fuoco la padella dei fritti, riempirla a metà di olio di arachide e portarlo alla temperatura di 170 C. Friggere le castagnole poche alla volta e non appena risulteranno dorate scolarle per bene, e appoggiarle su più strati di carta assorbente da cucina. Trasferirle su di un piatto di portata e servirle con una spolverata di zucchero a velo oppure con il ripieno di crema pasticcera o al cioccolato!

 

 

Perchè…


Perché dovrei esser buono, quando fuori ognuno di noi vuole vincere sull’altro. Perché dovrei ammirarti, quando pur non meritarti nulla, hai fortuna, nella vita. Perché dovrei risponderti, quando spari a zero su tutti, nascondendoti dietro l’arma della non timidezza e invece sei un avvoltoio. Perché dovrei pregare, parlar a voce alta, dove l’eco delle mie parole non arriva a nessun orecchio, o bocca per rispondermi. Perché dovrei cambiare, per esser diverso e ripetere le stesse note. Meglio così, star qui a farmi bollir il sangue e distruggere la mente. Starò qui a guardar le cose ingiuste di questo mondo, che pian pian ci farà a sua immagine, diventando proprio come lui: arroganti, non meritevoli, atei, avvoltoi, peccatori.

Web*

 

 

 

 

 

Mariella Buscemi


Ci sarebbe voluto il sole, invece c’ho messo il sale e mi è toccato navigare per questo mare come un pirata, immergendomi in un illecito amore e facendo razzia di coscienza, distruggendo il buono ed il bello, depredando la speranza, uccidendo e mortificando la mia essenza. Sono il capitano di una vecchia nave che arranca, senza vele gonfiate dai venti, senza ancora per ormeggiare, imbarco acqua e c’è il rischio di affondare.

 

 

Charles Bukowski*


D’accordo, sono un figlio del demonio; l’intera umanità mi annoia e no, non è paura, sebbene qualcosa in loro mi spaventi, e non è invidia perché non voglio nulla di ciò che loro vogliono, è solo che in tutte quelle ore di parole parole parole non sento niente di davvero buono coraggioso o nobile, e che valga un briciolo del tempo in cui mi hanno impallinato le cervella.