Al di là dei sogni


Mi dispiace, piccola, ci sono delle cose che devo dirti e mi restano solo pochi momenti. Mi dispiace per tutto ciò che non potrò mai darti, non ti comprerò mai un hamburgher gigante a 4 piani, niente supermega. Non ti farò mai sorridere. Volevo soltanto invecchiare insieme a te come due vecchie tartarughe che ridono contandosi le rughe insieme, al capolinea, sul lago del tuo dipinto, quello era il nostro Paradiso. Abbiamo molto da perdere: libri, pisolini, baci e litigi, o Dio ne abbiamo avuti di straordinari dei quali ti ringrazio e grazie di ogni gesto gentile. Grazie per i nostri figli, per la prima volta che li ho visti e per avermi sempre fatto sentire orgoglioso di te. Per la tua forza, per la tua dolcezza, per come eri e come sei, per come ho sempre desiderato toccarti, Dio eri tutta la mia vita! E ti chiedo scusa per tutte le volte che ho fallito con te, specialmente questa”.

Robin Williams *

amore

Amabili resti


Dentro la palla di neve sulla scrivania di mio padre c’era un pinguino con una sciarpa a righe bianche e rosse.
Quando ero piccola papà mi metteva seduta sulle sue ginocchia e prendeva in mano la palla di neve.
La capovolgeva perché la neve si raccogliesse tutta in cima, poi con un colpo secco la ribaltava. E insieme guardavamo la neve che fioccava leggera intorno al pinguino.
Il pinguino è tutto solo, pensavo, e mi angustiavo per lui.
Lo dicevo a papà e lui rispondeva: «Non ti preoccupare, Susie, sta da re. È prigioniero di un mondo perfetto».

Amabili resti_ Alice Sebold ♥

notte

Tutto torna


Metti una bottiglia di vino rosso, togli il mio imbarazzo, metti quel neo piccolissimo che hai sul labbro, metti che ti bacio, togli la mia esitazione, metti quel cappello nero da uomo, togli quando ho controllato la tua patente di guida.
Tutto torna.
Metti il gelato al pistacchio, togli le mie domande, soprattutto quelle a cui da solo do la risposta.
Tutto torna.
Metti la pioggia, metti un film e togli il sonoro, togliti i vestiti, togli questa quiete che non mi dà riposo.
Tutto torna.
E tu?

Giulia Carcasi*

Bianca come il latte, rossa come il sangue


Viene il giorno che ti guardi allo specchio e sei diverso da come ti aspettavi.
Sì, perché lo specchio è la forma più crudele di verità.
Non appari come sei veramente. Vorresti che la tua immagine corrispondesse a chi sei dentro e gli altri, vedendoti, potessero riconoscere subito se sei uno sincero, generoso, simpatico… invece ci vogliono sempre le parole o i fatti.
È necessario dimostrare chi sei.
Sarebbe bello doversi limitare a mostrarlo. Sarebbe tutto più semplice.

Alessandro D’Avenia 

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Creature ostinate


Lui le passò la mano su tutte le vertebre, una per una, e lei non disse:<< Basta mi fai il solletico>> …
Anche se lui temeva che lo facesse da un momento all’altro.
Invece rimase semplicemente a guardare fuori dalle tende scolorite, coi capelli che frusciavano da un lato.
Lui le accarezzò la spina dorsale da cima a fondo, un pezzetto alla volta, e per tutto il tempo che gli ci volle per farlo, il suo cervello rimase assolutamente in silenzio.
È a questi spazi vuoti che bisogna stare attenti, perchè si riempiono di sentimento prima ancora che uno si renda conto di cos’è successo; e che si ritrovi, arrivato in fondo alla spina dorsale di lei, diverso.

 Aimee Bender*

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M. L. King


Ho un sogno: che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: “Riteniamo queste verità di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali”

 I have a dream: that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: “We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal” »

Lettera di una madre cattolica al Papa Benedetto XVI


“Santità, mio figlio è gay ed io, come mamma, amo mio figlio e la sua omoaffettività”

Santo Padre,

mio figlio è gay ed io, come mamma, amo mio figlio, unico, irripetibile come ogni uomo che nasce sulla terra, con una specialità, la sua “omoaffettività”.

Si, ho scritto “omoaffettività” e non “omosessualità” perché l’uomo è una grandezza insondabile e non può essere identificato esclusivamente per la sua sessualità. Quando c’è amore fra due persone, siano uomo e donna, siano uomo e uomo, siano donna e donna, è l’amore che conta, che rende vero e grande il rapporto.

Il desiderio di una relazione stabile e duratura, il condividere e l’aiutarsi nel cammino della vita, l’essere io e tu insieme, è qualcosa di così grande che ti fa dire, come il Cantico del Cantici: “Il mio diletto è per me e io per lui”.

Non esiste un amore eterosessuale di seria A e un abominevole amore omosessuale di serie Z, nessuno sa perché ci innamoriamo ed amiamo quella persona e non un’altra, l’amore non ha etichette, l’amore è sempre e solo amore.

Gli omosessuali chiedono e rivendicano un matrimonio civile, i cattolici omosessuali alla Chiesa anche la benedizione di Dio sul loro amore.

Santo Padre, come mamma di un figlio gay ed anche fortemente cattolica non comprendo le parole che Lei ha pronunciato “matrimoni omosessuali, ferita grave alla giustizia e alla pace”, parole che discriminano, offendono e umiliano le persone omosessuali, i loro genitori, i loro amici ed i loro parenti, specialmente gli omosessuali cattolici, sono tanti, cresciuti ed educati nell’insegnamento di amore e misericordia di Gesù, parole che fomentano l’omofobia.

Desidererei poter approfondire il suo pensiero e capirne il vero significato.

Lo stupore e l’incredulità mi hanno spinto a scrivere queste poche righe, spero che possano giungere fino a Lei, Santo Padre, nascono dal cuore di una madre che ha avuto la fortuna e la gioia di conoscere il Vangelo e combatte e si impegna di prima persona ad abbattere gli stereotipi, i pregiudizi e le discriminazioni per promuovere una convivenza pacifica e serena tra persone con orientamenti affettivi e sessuali differenti.

Lea Carelli