Dalai Lama


Abbiamo case più grandi ma famiglie più piccole…
Più opportunità ma meno tempo….
Più istruzione ma meno buon senso..
Più conoscenza ma meno senso critico..
Più esperti ma più problemi…
Più medicine ma meno benessere….
Siamo andati e tornati dalla luna, ma facciamo fatica ad attraversare la strada per stringere la mano ad un uomo vicino…
Abbiamo prodotto più pc per registrare più informazione, per replicare più documenti come non mai, ma siamo meno capaci di comunicare….
Siamo imbottiti sulla quantità ma scarsi sulla qualità…
Questi sono tempi da fast-food, ma dalla digestione lenta….
Sono i tempi dei grandi uomini ma di carattere mediocre..,,
Sono tempi in cui si realizzano profitti astronomici ma povere relazioni…
Questa è un epoca in cui tutto viene messo in vista sulla finestra, per occultare il vuoto della stanza…

 

 

 

 

 

 

 

Niente e così sia


Ma come facevo a non amare gli uomini, questi uomini sempre maltrattati, sempre insultati, sempre crocifissi, ma come facevo a dire che è tutto inutile e a cosa serve nascere a cosa serve morire? Serve ad essere uomini anziché alberi o pesci, serve a cercare il giusto, perché il giusto esiste, se non esiste bisogna farlo esistere, e allora l’importante non è morire, è morire dalla parte giusta, e io muoio dalla parte giusta.

Oriana Fallaci

IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE


Non sapendo credere in Dio, e non potendo credere in una somma di animali, sono rimasto, come altri a margine delle genti, in quella distanza da tutto ciò che comunemente è chiamato Decadenza. La Decadenza è la perdita totale dell’incoscienza; perché l’incoscienza è il fondamento della vita. Il cuore, se potesse pensare, si fermerebbe.

Fernando Pessoa*

Omar Falworth


Ricordati che oggi incontrerai uno stolto che metterà a dura prova la tua bontà e la tua pazienza, un maldicente che sparlerà di te, un furbo che cercherà di usarti, un presuntuoso che pretenderà di aver ragione ad ogni costo, un prepotente che cercherà di sopraffarti, un iracondo che ti trasmetterà rabbia.

Ma tu non ti lascerai turbare più di tanto, perché sarai in compagnia di un moderato che frenerà le tue reazioni, un buono che tramuterà in bene tutto il male che riceverai, un saggio che ti guiderà sulla retta via e ti farà prendere delle buone decisioni, ovvero sarai in compagnia di te stesso.

 

A muso duro


E  adesso che farò, non so che dire 
e ho freddo come quando stavo solo 
ho  sempre scritto i versi con la penna 
non ordini precisi di lavoro. 
Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani 
e quelli che rubavano un salario 
i falsi che si fanno una carriera 
con certe prestazioni fuori orario 
Canterò le mie canzoni per la strada 
ed affronterò la vita a muso duro 
un guerriero senza patria e senza spada 
con un piede nel passato 
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

Cannoli siciliani


Marco Tullio Cicerone, prima di diventare console romano fu questore in Sicilia, qui riportiamo una sua citazione riguardo ad una golosità dell’isola: “Tubus farinarius, dulcissimo, edulio ex lacte factus”, ossia:“cannolo farinaceo fatto di latte per un dolcissimo cibo”.

Quasi certamente quel cannolo di Cicerone era ricoperto di miele al posto dello zucchero

Tra le leggende legate a questa preparazione vi è quella che questo dolce vide i suoi natali durante il periodo di carnevale all’interno di un monastero nel palermitano. Infatti il nome deriva da canna (un arbusto che venne in seguito utilizzato per dare la forma al dolce prima di cuocerlo) e lo scherzo carnevalesco consisteva nel far uscire dai rubinetti (chiamati anche canne) delle fontane del monastero della ricotta invece che dell’acqua.
Altri, invece, sostengono che siano gli arabi, che lo hanno portato nell’isola, questi, infatti realizzavano dei dolci dalla forma di banana ripieni di mandorle e zucchero.

La realizzazione dei cannoli siciliani è divertente perché consente di sbizzarrirsi sia nella preparazione della pasta da friggere, che nella composizione della farcia a base di ricotta.
Semplici da realizzare anche in casa, ecco qui una ricetta tipica :

Ingredienti

» Farina
240 gr
340 gr
» Burro
25 gr
» Albume
1/2 bicchiere
» Sale
1 pizzico
» Cacao
1 cucchiaino
700 gr
150 gr
200 gr
q.b.
q.b.

Preparazione:

Mettete sul tavolo la farina a fontana, aggiungete lo zucchero (40 gr), l’albume, il burro morbido, un pizzico di sale, il vino (quanto basta per riuscire ad avere un composto omogeneo e consistente) e se volete il cacao (serve a dargli un colore più scuro). Lavorate la pasta ricavatene una palla e fatela riposare coperta per un’ora almeno, al fresco. Dopo il riposo stendetela riducendola ad uno spessore di circa 2 millimetri, potete eventualmente utilizzare la macchinetta per la pasta. Tagliate la sfoglia in tanti quadrati o cerchi di dieci centimetri circa di lato (se fate i cerchi, schiacciateli ancora in un senso per renderli ovali, in modo che si avvolgano completamente sul cannolo metallico), avvolgeteli intorno agli appositi cilindri di metallo sovrapponendo e sigillando bene i lembi (per ottenere un’ottima sigillatura potete inumidire i lembi con acqua o albume) e friggeteli in abbondante olio bollente. Fateli sgocciolare e raffreddare su carta assorbente da cucina. Quando saranno ben freddi, sfilate i cilindri metallici dai cannoli. Per il ripieno lavorate in una terrina la ricotta passata al setaccio con lo zucchero (300gr). Quando sarà ben cremosa aggiungete i canditi tagliati a pezzettini e il cioccolato tritato (se volete velocizzare usate le gocce). Riempite i cannoli con il composto usando un sac a poche o un piccolo cucchiaino, spolverizzateli di zucchero a velo e servite. Tradizionalmente i cannoli siciliani vengono preparati utilizzando solo lo strutto in sostituzione del burro e dell’olio. Con queste dosi si ottengono circa 20 cannoli.