Ricette Befana: casetta di biscotto


La casetta di biscotto potrebbe essere un’idea originale per arricchire ancora di più la calza della Befana, da servire poi durante il pomeriggio per merenda. Se non avete tempo per farla da voi potete ricorrere a quella in vendita da Ikea, pronta da montare.
Tutti i componenti sono fatti della stessa pasta dei pepparkakor, ovvero i biscotti speziati svedesi, e potrete incollarli facilmente usando il caramello, dopodichè per decorarla potrete affidarvi alla vostra fantasia o a quella dei piccoli: vi basterà avere una discreta scorta di caramelline colorate, cioccolatini, frutta secca e canditi.

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  Ingredienti (dosi per 6 persone )                                          

farina 00 250 g
1 uovo
2 albumi
lievito in polvere per dolci, mezzo cucchiaino
cannella in polvere
zenzero in polvere
burro 80 g
zucchero 50 g
miele di acacia
zucchero a velo 250 g
mezzo limone
sale
caramelline e confettini per decorare

Preparazione:
Fate fondere in una pentola a fuoco lento il burro con due cucchiaini di miele; in una ciotola versate la farina e unitevi il lievito setacciato insieme a mezzo cucchiaino di cannella e mezzo di zenzero in polvere. Aggiungete anche lo zucchero semolato, 1 pizzico di sale, e il composto di burro fuso e miele. Unite un albume e l’uovo e mescolate, poi impastate fino a che non avrete un composto omogeneo.
Formate un panetto, avvolgetelo con la pellicola e lasciatelo riposare in frigorifero per mezz’ora. Stendete poi la pasta e ricavate una sfoglia rettangolare di spessore, poi sistematela su ua teglia foderata di carta da forno e date al biscotto la forma di una casetta. Con un coltellino indicete anche la superficie per dare un effetto puzzle, infornate quindi a 180° per 15 minuti e lasciate poi raffreddare completamente il biscotto.
Mescolate l’altro albume con lo zucchero a velo e un po’ di succo di limone, lavorate il composto fino a che la glassa non non sarà densa e liscia, poi versatela in una siringa senza ago e decorate il dolce formando i dettagli della casetta, poi attaccate le caramelle e i confettini colorati.

 

La ricetta del carbone dolce, per riempire la calza della Befana


Questa è la ricetta del carbone dolce per preparare voi stessi questo tipico dolcetto con cui riempire la calza della Befana. Bastano pochi ingredienti, ovviamente dello zucchero, semolato e a velo, dell’albume d’uovo, e del colorante nero; procurateveli e vedrete che con la nostra ricetta potrete trasformarli in nero carbone. Ma se il nero non vi piace, potete preparare il carbone dolce anche di tanti altri colori, per esempio bianco, rosa o azzurro, magari per dare un dolcetto a tutti e usare i colori per distinguere chi è stato bravo e chi no.

Ingredienti per il carbone dolce

  • 1/2 kg. di zucchero (semolato e bianco)
  • un ettogrammo di zucchero a velo
  • 1 bianco d’uovo
  • 1 cucchiaio di alcol puro (quello per liquori casalinghi) oppure di vodka o di grappa
  • colorante per alimenti nero o altro colore a piacere

Il colore nero commestibile è difficilissimo da trovare per i non professionisti; a questo punto potete chiedere al vostro pasticciere di fiducia di vendervene un pochino, o provate a farlo voi mescolando giallo, rosso e blu (purtroppo di solito si ottiene un marrone scuro, non un vero nero), oppure usate delle pastiglie di carbone vegetale ridotte in polvere (si vendono in farmacia per problemi digestivi).

Preparazione

  1. Per prima cosa preparate una glassa montando l’albume a neve ben soda, poi unitevi 2 etti di zucchero semolato, ed infine l’alcol, lo zucchero a velo e il colorante scelto. Mettetela da parte.
  2. Versate lo zucchero semolato rimasto in una casseruola non molto grande, copritelo completamente di acqua, mescolatelo e ponetelo sul fuoco. Fatelo cuocere fino a quando inizierà a caramellarsi e diventerà biondo, ci vorranno circa 10/15 minuti. Se possedete un termometro da pasticceria, continuate a cuocere fino a quando lo zucchero arriverà alla temperatura di 141 gradi.
  3. Abbassate il fuoco sotto lo sciroppo e versatevi dentro di colpo tutta la glassa, mescolate rapidamente per incorporarla allo sciroppo, aspettate qualche momento per permettere allo zucchero di gonfiarsi (è l’alcol che genera questo fenomeno).
  4. Versate subito il composto in uno stampo antiaderente oppure unto leggermente di olio o di burro; schiacciatelo con delicatezza per fargli assumere una forma regolare. Lasciatelo raffreddare, e a questo punto potrete romperlo in pezzi.

ricetta carbone dolce befana

Ricetta per i Befanini toscani


 befanini o befanotti sono dei biscotti golosi e colorati che arrivano dalla tradizione toscana o più precisamente da quella versiliese; e come dice il nome questi dolci tipici si preparano per l’Epifania. I befanini sono la scelta migliore per riempire le calze della Befana per i bambini ed i grandi che non vogliono rinunciare a questa dolce tradizione (in questo caso suggeriamo di avvolgere ogni biscotto nella pellicola alimentare o nel foglio di alluminio). Come per i tutti i dolci tipici, nel territorio versiliese e in tutta la Toscana esistono ricette diverse per prepararli, questa  è la più semplice ed utilizzata.

Ingredienti

  • 500 grammi di farina 00 più quella per la spianatoia
  • 300 grammi di zucchero
  • il contenuto di mezza bacca di vaniglia o una bustina di vanillina o due cucchiai di estratto di vaniglia
  • una bustina di lievito in polvere per dolci
  • 4 uova
  • 200 grammi burro fuso
  • 1 pizzico di sale
  • la scorza grattugiata di un 1 limone da agricoltura biologica o almeno non trattato
  • 50 ml di anisetta o sassolino (o altro liquore all’anice) oppure di un liquore “dolce” a vostra scelta, come maraschino o rum
  • codette colorate o monpariglia per guarnire q.b.

Befanini

Preparazione

  1. Preparate l’impasto dei befanini in una ciotola: sbattete tre uova con lo zucchero e la vaniglia (o la vanillina o l’estratto) fino ad ottenere un composto spumoso e biancastro; naturalmente potete aiutarvi usando uno sbattitore o una planetaria montati con le fruste a bassa velocità.

  2. Aggiungetevi il burro fuso ma non caldo e la farina setacciata, mescolando in continuazione per evitare il formarsi di grumi. Quando avrete ottenuto un impasto omogeneo e liscio, incorporatevi il liquore scelto, la buccia grattugiata del limone ed il lievito. Di nuovo potete usare uno sbattitore elettrico (o una planetaria)ma montato con l’apposito gancio piatto, specifico per impasti molli. Fate riposare l’impasto coperto, per mezz’ora.

  3. Riscaldate il forno a 180 gradi e ricoprite una teglia con carta da forno. Riprendete l’impasto, lavoratelo sulla spianatoia infarinata e stendetelo con un matterello ad uno spessore di circa un centimetro.

  4. Dopodichè potete sbizzarrirvi nel ritagliare forme diverse: befane, gattini, stelle comete ecc. Per fare questo potete trovare in commercio gli appositi stampini, oppure ritagliate le sagome usando la carta forno, appoggiatele sull’impasto e tagliate i biscotti usando un coltellino appuntito. Spennellate i befanini con l’uovo rimasto sbattuto, spolverizzateli con della codetta o della monpariglia colorata e disponeteli sulla teglia.

  5. Cuocete i biscotti per circa 20-30 minuti o comunque fino a che non risulteranno dorati. Fate attenzione a non farli scurire troppo.

  6. Fate raffreddare i befanini su una gratella e gustateli, oppure conservateli alcuni giorni in contenitori a chiusura ermetica o in sacchetti da surgelatore ben chiusi.Befanini

Storia dei Re Magi


Storia e leggenda si confondono attorno a coloro che poco conosciamo e spesso ci limitiamo a far comparire nel presepe il giorno dell’Epifania…

Questi nobili pellegrini – simbolo dell’incontro tra Oriente ed Occidente e rappresentanti delle tre razze in cui si divide l’umanità e che discendono, secondo l’Antico Testamento, dai figli di Noè –  appartenevano a una delle tribù in cui si divideva il popoli dei Medi (che vivevano nell’odierno Kurdistan), addetta alle cerimonie sacre (all’incirca come i leviti tra gli ebrei). Vennero trasformati in casta sacerdotale dalla riforma di Zoroastro: veri e propri ministri ufficiali del culto persiano del fuoco. 

Erano considerati dei saggi (avevano, per esempio, molte conoscenze astronomiche) e dei taumaturghi e contribuirono a reprimere il manicheismo. E’ stato appunto dalle loro funzioni di indovini e fattucchieri che derivò il nome di “magi” o maghi. (Da notare che Zoroastro elaborò il mito del salvatore che sarebbe apparso alla fine dei tempi per restaurare il regno di Mazda).  Si narra che i loro studi li avessero portati ad individuare una stella che avevano associato alla nascita del “re dei Giudei”.

Partirono con dromedari (animali più veloci dei cavalli) e, giunti a Gerusalemme, chiesero a Erode di aiutarli a trovare il bambino predestinato a essere re ed egli, vedendo minato il suo potere, ordinò l’uccisione di tutti i bambini nati in quel giorno.

San Matteo parla di loro nel suo Vangelo (2.1-2.2): Nato Gesù in Betleem di Giuda,…, ecco dei Magi arrivarono dall’Oriente a Gerusalemme, e chiesero: “Dov’è il Re dei Giudei nato da poco? Perché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo

‘evangelista non parla di un astro, men che meno di una “pagana” cometa, bensì della “sua stella”, da interpretarsi come “sua luce”, quella di cui Cristo è fonte è che funge da guida interiore ai tre saggi (magi, letteralmente, significa sapienti).

Seguendo la luce trovarono il Salvatore e gli offrirono oro, che è il metallo più prezioso simbolo di regalità, incenso, che è un profumo che si brucia in onore di Dio quindi simbolo di divinità, e mirra, un balsamo che serviva per imbalsamare i morti, a simbolo della passione di Cristo che darà la sua vita per l’umanità…

Una curiosità: ancora più lungo e misterioso fu il viaggio che essi, o meglio le loro spoglie, compirono dopo la loro morte in Oriente.

Elena, madre dell’imperatore Costantino, rinvenne i corpi e ne ordinò il trasferimento a Costantinopoli, nella chiesa di S. Sofia. Eustorgio poi, vescovo milanese, ottenne dall’imperatore d’Oriente il trasferimento delle spoglie a Milano, dove, nella Cappella dei Magi nella basilica di Sant’Eustorgio, è ancora custodito il sarcofago romano che si presume abbia trasportato le celebri reliquie, ormai vuoto però, dal 1164, quando Federico Barbarossa sconfisse i Milanesi.

Romualdo da Colonia infatti, cappellano e consigliere dell’imperatore, chiese e ottenne di trasportare nella sua città natale le spoglie dei Magi. Un alone di mistero, che arriva fino alla nostra città, avvolge questo viaggio… pare che Romualdo partì il 10 giugno 1164 dall’accampamento imperiale di Pavia e, seguendo un itinerario che passava per il Piemonte arrivò il 23 luglio a Colonia, dove i preziosi resti mortali – con teschi adornati da corone d’oro ingioiellate – furono deposti dietro l’altare maggiore nella cattedrale di S. Pietro, dove tutt’ora sono custoditi.

All’inizio il cristianesimo non sapeva quanti fossero i magi; poi, siccome i doni citati nei vangeli erano tre, si pensò che anche i donatori fossero tre. Nel VI sec. il vescovo di Arles, Cesario, li fece diventare “re”; nel VII sec. Beda il Venerabile inventò i loro nomi (Gaspare, Melchiorre e Baldassarre), nonché l’età (giovane, uomo, vecchio); nel VIII si decisero le loro provenienze geografiche: Europa, Asia e Africa. 

l significato religioso dei doni è evidente: l’oro si offre ai re, l’incenso simboleggia la preghiera che sale a Dio, la mirra veniva usata per l’unzione santa, oltre che per l’imbalsamazione.

Epifania : le origini della befana


Tutti la conoscono come una vecchietta che nella notte tra il 5 e il 6 gennaio porta dolci e doni ai bambini, ma la Befana non è solo un mitico personaggio dell’immaginario collettivo. L’Epifania ha origini molto antiche che discendono dalle tradizioni magiche precristiane, le quali nella cultura popolare sono diventate non solo religiose ma anche folcloristiche. Inoltre, il significato dei doni portati dalla Befana è quello che ricorda i regali offerti a Gesù Bambino dai Magi

La sua storia si rifà a quella di un racconto fantastico, quando si pensava che nelle notte volassero sui campi appena seminati figure femminili che propiziavano il raccolto. La Befana, dunque, è nata quasi come nasce una superstizione o come avviene una manna dal cielo, inventata dal popolo speranzoso in un buon raccolto.

Secondo gli antichi romani a guidare le fanciulle volanti era Diana, dea lunare della vegetazione; altri, invece, credevano che la divinità misteriosa fosse Satia, nome che deriva dal latino satiaetas, ovvero sazietà.

Il suo aspetto poco piacevole segue una tradizione, una leggenda, che si tramanda nei secoli. La Befana, vestita di stracci e gonne malmesse, mantiene il suo povero aspetto iconografico per un preciso motivo: alcuni sostengono, infatti, che rappresenti la natura ormai spoglia poiché lei arriva portandosi via un anno “consumato”, vissuto, che porta con sé tutte le pene. In questo senso si può dire che la Befana venne riconosciuta dalla chiesa come figura sacrificale che si usava bruciare. Un’usanza cristiana che influenzò anche la tradizione popolare.

Se per alcuni questa donna doveva essere la simbolizzazione di un periodo ormai passato, vissuto e consunto, in Italia la festa dell’Epifania ha assunto un significato un po’ diverso.
La cultura italiana attuale descrive la Befana come una vecchietta buona che premia o punisce i bambini a seconda del loro comportamento. Un po’ come dovrebbe fare Babbo Natale portando i doni, la Befana regala dolci ai “buoni” e carbone ai “cattivi”. Ma sembra che la festa dell’epifania non sia solo tutto questo.Tra i racconti popolari e le credenze religiose esiste una vecchia tradizione, secondo la quale l’arrivo della Befana rappresentava l’occasione per integrare il magro bilancio di molte famiglie povere che si aggiravano per le case ricevendo doni, di solito viveri e bevande, in cambio di un augurio.
Oggi, però, la Befana è una sola: porta con sé regali e dolcetti da dare ai bambini. E, come ogni personaggio nato dalle storie tramandate nel tempo, anche lei ha sembianze e abiti dei quali non si può proprio liberare.

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L’Epifania e la Befana nel mondo


Befana ed Epifania in Spagna

Il 6 gennaio tutti i bambini spagnoli si svegliano presto e corrono a vedere i regali che i Re Magi hanno lasciato. Il giorno precedente mettono davanti alla porta un bicchier d’ acqua per i cammelli assetati e anche qualcosa da mangiare e una scarpa.
In molte città si tiene il corteo dei Re Magi, in cui i Re sfilano per le vie cittadine su dei carri riccamenti decorati.

Befana ed Epifania in Francia

Nel giorno dell’ epifania si usa fare un dolce speciale, all’ interno del quale si nasconde una fava. Chi la trova diventa per quel giorno il re o la regina della festa.

Befana ed Epifania in Russia

La chiesa ortodossa celebra il Natale il 6 gennaio. Secondo la leggenda i regali vengono portati da Padre Gelo accompagnato da Babuschka ,una simpatica vecchietta.

Befana ed Epifania in Germania

Questo è il giorno della venuta dei Re Magi. Spesso i preti e i chirichetti vanno nelle case per chiedere delle donazioni e recitano solitamente anche qualche Verso o intonano una canzone sacra. Le persone di religione cattolica si recano in chiesa, a messa, ma in Germania il 6 Gennaio non è un giorno festivo, si lavora come solito e i bambini vanno a scuola.

la befana!!!

Befana ed Epifania in Islanda

Il 6 gennaio viene chiamato il tredicesimo, perchè da Natale fino a questa data trascorrono 13 giorni. Questo è l’ultimo giorno del periodo festivo nel quale si dice addio al Natale. Si inizia con una fiaccolata, alla quale partecipano anche il re e la regina degli elfi. A metà strada arriva anche l’ultimo dei Babbo Natale, il tredicesimo ( il primo Babbo Natale arriva l’ 11 dicembre e poi ne arriva uno ogni giorno fino a Natale, poi dal 25 dicembre in poi ne va via uno al giorno). La fiaccolata finisce con un falò e con dei fuochi d’ artificio.

Befana ed Epifania in Ungheria

Il giorno dell’ epifania i bambini si vestono da Re Magi e poi vanno di casa in casa portandosi dietro un presepe e in cambio ricevono qualche soldo.

alcuni paesi i bambini vanno lungo le strade e bussano alle porte per chiedere se possono entrare per raccontare delle storie. Di solito come compenso ricevono qualche spicciolo. Anche i preti vanno di casa in casa per benedire le case.

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Befana ed Epifania in Romania

La festa dell’ epifania rappresenta la venuta dei Re Magi ed è un giorno festivo. Ancora oggi in alcuni paesi i bambini vanno lungo le strade e bussano alle porte per chiedere se possono entrare per raccontare delle storie. Di solito come compenso ricevono qualche spicciolo. Anche i preti vanno di casa in casa per benedire le case.